Roma, dopo la neve ecco Raggi: «Ma il sistema ha retto». Il pasticcio dei comunali

La invoca, ma non la trova. Ritornata in anticipo in Italia - per la «snowstorm in Rome» come ha spiegato concitata a Città del Messico durante il suo intervento al forum sui cambiamenti climatici - per Virginia Raggi non c'è alcuna tempesta di neve ad attenderla. Al massimo il ghiaccio, quello sì, le scuole chiuse e le polemiche sulla sua assenza. Anche per questo motivo la sindaca si infila appena atterrata dentro la sala del Coc (Centro operativo comunale) per passarci di fatto tutta la giornata. Si informa, prende appunti, ascolta il vice Luca Bergamo, che ha gestito le ultime 48 ore con i galloni di primo cittadino.

MONITOR
Per dare un messaggio di unità, Raggi chiama praticamente l'intera giunta che si sposta davanti ai monitor che vigilano sulla Capitale. «Direi che la macchina amministrativa ha funzionato» al punto di avere la meglio «sugli inutili allarmismi». Nella squadra pentastellata c'è comunque soddisfazione.

Laura Baldassarre, la responsabile del Sociale, le racconta delle ore piccole passate nei centri per senzatetto; Pinuccia Montanari, che si occupa di Ambiente, relaziona la sindaca sugli alberi caduti (tanti, più di 100) e sulla situazione dei parchi cittadini; Linda Meleo, che ha la delega ai Trasporti, fa il punto sui mezzi in giro in città negli ultimi due giorni. «Le scuole, mi raccomando le scuole», ripete la sindaca durante tutta la giornata. Perché questa mattina la Capitale riapre e i ragazzi ritorneranno nelle aule. Dunque dovranno funzionare i riscaldamenti e i cortili e i giardini che ospitano i plessi dovranno essere sicuri. Raggi dunque - anche se il peggio è passato senza di lei in città - prova a scalzare le polemiche messicane. E spiega: «Il viaggio era programmato da tempo e tra l'altro parlavamo proprio di cambiamenti climatici. Questo è comunque un evento eccezionale e per quanto gli interventi siano stati effettuati in tutta regolarità, credo che un sindaco in certe occasioni debba stare vicino alla propria gente, e quindi sono tornata». La pentastellata rigetta le accuse di assenteismo nel momento cruciale così: «Le polemiche le lascio ad altri mi sembra che noi abbiamo fatto i fatti, in maniera ordinata e regolare».

E spiega dunque scherzando che grazie ai potenti mezzi di comunicazione - «cioè i cellulari» - è rimasta sempre in contatto con il Campidoglio. Seppur dal Messico, dove ha lanciato la proposta dello stop alle auto diesel in centro entro il 2024. Una mossa mediatica, visto il tempismo, praticamente perfetta. Dunque Raggi rientra, senza particolari scivoloni. L'unico pasticcio che si trova a dover gestire è quello del personale capitolino.

PERMESSO
Chi lunedì non si è presentato in ufficio, causa neve, alla fine se la caverà con un permesso retribuito; chi invece, stoico, ha sfidato il maltempo e l'assenza dei mezzi pubblici per raggiungere la propria scrivania alla fine è stato fatto uscire alle 14 ma dovrà recuperare le ore mancanti della giornata. Un trattamento, che non è piaciuto ai sindacati. L'ultimo nodo è più di prospettiva: l'emergenza di due giorni fa ha messo in luce una lacuna nel sistema di controllo. Nella Capitale non c'è un capo della protezione civile cittadina, ruolo ricoperto ad interim da Diego Porta, che accidentalmente coordina seimila agenti della polizia municipale. Il M5S però incassa quello che ritiene un risultato politico. Al punto che scatta anche una poco avvincente competizione con Napoli. Il consigliere Giuliano Pacetti rimarca come Roma ce l'abbia fatta ad affrontare la neve e la città partenopea no.

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