Roma, Timperi in tribunale, guerra per i figli: accuse tra il conduttore e l'ex moglie

Roma, Timperi in tribunale, guerra per i figli: accuse tra il conduttore e l'ex moglie
Ha rilasciato un'intervista in cui, secondo l'accusa, metteva in cattiva luce l'ex moglie, e per questo motivo è finito a processo per diffamazione a mezzo stampa. Ma...

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Ha rilasciato un'intervista in cui, secondo l'accusa, metteva in cattiva luce l'ex moglie, e per questo motivo è finito a processo per diffamazione a mezzo stampa. Ma il giornalista televisivo Tiberio Timperi, protagonista di un'infinita guerra giudiziaria combattuta contro l'ex consorte Orsola Gazzaniga, ha deciso di dare la sua versione dei fatti. L'ha esposta ieri, di fronte al giudice monocratico di piazzale Clodio che lo ha interrogato in veste d'imputato.




FUNZIONE SOCIALE «Quello che ho detto non è diffamatorio, non volevo attaccare la mia ex moglie, le mie parole avevano una funzione sociale: mi batto per i diritti dei padri separati. In caso di divorzio, deve esserci parità tra madre e padre, per la tutela dei figli». E' questo il senso della testimonianza del conduttore, rinviato a giudizio lo scorso anno per un articolo pubblicato su "Panorama" nel settembre del 2010. A mettere nei guai il giornalista classe '64 - storoco volto della Rai dove tra gli altri ha condotto “Mattina in famiglia”, Mezzogiorno in famiglia”, “Verdetto finale”, “Uno Mattina” e “Telethon” - un'intervista in cui lui raccontava di come, spesso e volentieri, in casi di separazioni con figli di mezzo, la madre, quasi sempre affidataria, «può facilmente ostacolare il rapporto padre-figlio».



LA CASSAZIONE Timperi menzionava in proposito una sentenza della Cassazione. Il conduttore descriveva anche gli ultimi cinque anni della sua vita, tormentati e scanditi dalle udienze del Tribunale: la Gazzaniga aveva denunciato l'ex marito una decina di volte e, nonostante tutte le accuse fossero state rapidamente archiviate, lui era stato dipinto, a suo dire, «praticamente come un mostro». Secondo lo showman, le querele erano palesemente strumentali, «frutto di una strategia processuale» in cui «ogni accusa, vera o falsa che sia, è lecita». All'articolo, la moglie aveva prontamente risposto sulle pagine dello stesso settimanale: «Tiberio dichiara che le denunce sporte nei suoi confronti sono frutto di strategia processuale ma omette anche solo di menzionare le numerose denunce da lui presentate in passato nei confronti della sottoscritta, che sono state tutte archiviate».



LA BATTAGLIA Ora, dal banco degli imputati, Timperi ha dichiarato di essere "dispiaciuto" per il processo in corso: «La mia intenzione non era diffamare, ma battermi per tutelare i padri separati che si trovano nella mia stessa situazione: ho visto mio figlio poche volte durante l'anno per colpa della legge, e questo non è giusto». Poi una stoccata alla Gazzaniga: «Siamo stati sposati per circa 3 mesi, all'epoca del divorzio guadagnavo circa 250 mila euro lordi all'anno, e mia moglie, che era al secondo matrimonio, pretendeva come assegno di mantenimento 300 mila euro netti, nonostante durante la separazione avesse iniziato a frequentare un'altra persona». Leggi l'articolo completo su
Il Messaggero