​Anche Elisabetta d’Inghilterra festeggia il compleanno nel giorno del Natale di Roma

Anche Elisabetta d’Inghilterra festeggia il compleanno nel Natale di Roma
Elisabetta d’Inghilterra e Roma compiono gli anni lo stesso giorno, il 21 aprile. La Regina 93, la Città Eterna qualcuno in più: 2772. Hanno un...

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Elisabetta d’Inghilterra e Roma compiono gli anni lo stesso giorno, il 21 aprile. La Regina 93, la Città Eterna qualcuno in più: 2772. Hanno un “animus” che le avvicina, costrette ad attraversare ogni tipo d’avventura ma, in fondo, restando sempre uguali.


La bambina Elisabetta nacque sì principessina, ma senza nessuna avvisaglia di trono, ma con un futuro disegnato di cani, cavalli e vita di campagna, le cose che avrebbe “adorato”. Poi lo zio re s’innamorò di una pluridivorziata americana (due cose intollerabili a corte) e abdicò; il papà re balbuziente fu obbligato a regnare, lei a farsi erede. Ha guidato camion facendosi meccanico durante la guerra, mentre Hitler dichiarava tutto l’odio verso la di lei madre e bombardava Londra.

E’ salita al trono giovane: ha visto liquefarsi il “suo” impero, quello della sua antenata Vittoria cui però si è presa lo sfizio di togliere il record di durata, e trasformarsi in un Commonwealth delle Nazioni; è stata sballottata dentro l’Europa e ora vogliono portarla fuori, facendole rischiare di disunire il Regno Unito. Non ha mai visto un suo cavallo (i purosangue sono i suoi migliori amici) vincere il Derby che, ha confessato in una delle rarissime interviste giacché non sproloquia come i politici, è il suo sogno nel cassetto; ha pensato di sterilizzare gli ultimi corgi, i cani che possiede, perché non vuole lasciare ulteriori ingombri, oltre al trono, al suo successore.

Educata a non parlare in pubblico con i divorziati, essendo lei il capo della chiesa d’Inghilterra, ha visto tre figli far saltare i propri matrimoni. Forse avrebbe voluto indossare solo husky e foulard (naturalmente di Hérmès), e invece ha sfoggiato tutte le tonalità di pastello dovendo essere sempre identificabile da lontano dai sudditi, fedeli e no. Ha dovuto spiegare ai suoi “servitori” il “linguaggio della borsetta” che viene mossa da lei semplicemente per indicare “lasciatemi in pace”, “oppure toglietemi di torno questo rompiscatole”.

Può guidare senza patente, non ha bisogno di passaporto, scopre targhe, distribuisce onorificenze e buoni consigli tutti i mercoledì al Primo Ministro (forse di recente l’hanno ascoltata poco…), compie opere buone e caritatevoli, legge per primo giornale il Racing Post che parla di cavalli, sorseggia thé e gin, ha tutti i profili social dai quali si dispiace per le disgrazie del mondo e si compiace per le felicità.


Ha interpretato il suo ruolo di Regina meglio di quanto non abbia fatto Helen Mirren nel film “The Queen” a lei dedicato e per il quale vinse l’Oscar. Ha anche fatto la parte della Bond Girl in un corto che aprì i Giochi Olimpici di Londra 2012. God Save the Queen.
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Il Messaggero