Finali Nations League, Milano e Torino candidati: Roma, la Raggi continua a guardare

Finali Uefa Nations League, Sala e Appendino candidati. La Raggi continua a guardare
Dopo Torino, che si è fatta avanti una settimana fa, scende in pista anche Milano per provare ad aggiudicarsi le finali della Uefa Nations League 2021. Roma, invece,...

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Dopo Torino, che si è fatta avanti una settimana fa, scende in pista anche Milano per provare ad aggiudicarsi le finali della Uefa Nations League 2021. Roma, invece, neanche ci prova. In palio c’è la fase clou del più importante torneo calcistico continentale per nazionali subito dopo i campionati europei. La giunta meneghina di Beppe Sala ieri ha fatto sapere di aver compiuto la prima mossa, approvando il dossier con gli “Host City authority undertaking”, gli impegni della città ospitante. È il passaggio chiave per formalizzare la candidatura, con l’obiettivo di ospitare un evento dal forte impatto mediatico ed economico: 55 squadre nazionali coinvolte, manifestazione da oltre 76 milioni di euro. Non a caso anche il Comune di Torino, guidato dalla grillina Chiara Appendino, ha fatto la sua mossa, il primo settembre.


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La Nations League è un torneo giovane – ad idearlo è stato l’ex presidente Uefa Michel Platini - si svolge ogni due anni e quella del 2021 sarà la seconda edizione: le finali si terranno tra settembre e ottobre. Entro dieci giorni il piano di Milano, messo a punto con la Federcalcio, dovrà essere consegnato all’Uefa. La deadline è il 16 settembre.

Roma, anche stavolta, non sarà della partita. È vero che la Capitale ospiterà, insieme ad altre 11 città, da Baku a Bilbao, gli Europei che si sarebbero dovuti tenere a giugno scorso. «Roma ospiterà l’evento calcistico più importante nel 2021, gli europei di calcio», commenta infatti Daniele Frongia, assessore allo Sport di Raggi. Ma nulla impediva di tentare il bis con la Nations League. Del resto Milano quattro anni fa si è vista assegnare la finale di Champions, altro evento Uefa, e ora corre per il torneo continentale. E ancora, nel 2026 ospiterà le olimpiadi invernali. A Torino, invece, sono già stati assegnati le Atp Finals di tennis e gli europei di baseball nel 2021.

L’opposizione a Virginia Raggi naturalmente rumoreggia. E se la prende con l’indolenza amministrativa della giunta stellata. «Anche sui grandi eventi sportivi il Campidoglio si gira dall’altra parte», attacca il segretario del Pd Lazio, il senatore Bruno Astorre. «La giunta Raggi è in tribuna, mentre è in gioco un grande evento con un richiamo internazionale e un ritorno importante».

Non è solo una polemica politica. Anche il mondo produttivo soffre per l’ennesima occasione sciupata. «I grandi eventi possono fare da volano all’economia, com’è stato per la Formula E – commenta Romolo Guasco, direttore della Confcommercio di Roma - Le olimpiadi del 2024 sono state la grande occasione sprecata degli ultimi tempi. Negli anni ‘90 su Roma si è fatto un grande lavoro per farne una città dell’innovazione, della cultura, delle multinazionali. Ora questo senso, questa missione sembra essersi smarrita. Ma se perdiamo l’opportunità dei grandi eventi, a cui Raggi ha dimostrato di non credere molto, è anche perché mancano i “fondamentali” di una buona amministrazione: trasporti, infrastrutture, gestione dei rifiuti». 

«Roma? Non prevenuta, abbiamo perso l’ennesima occasione», dice Giuseppe Roscioli, presidente della Federalberghi. «Siamo una città che vive di eventi, è una delle sue grandi vocazioni. Perdere queste opportunità significa non sfruttare le eccellenze che abbiamo. Ed è ancora più grave perché tutto ciò avviene in un momento drammatico, dopo la pandemia: riuscire ad ottenere grandi manifestazioni è decisivo per sperare in un rilancio».
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Il Messaggero