Nasconde di avere l'Aids e contagia la moglie: «Non volevo perderti»

Nasconde di avere l'Aids e contagia la moglie: «Non volevo perderti»
Aveva nascosto alla convivente di essere malato di Aids, finisce a giudizio per lesioni gravissime. E' stata una trappola mortale quella riservata da un impiegato del...

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Aveva nascosto alla convivente di essere malato di Aids, finisce a giudizio per lesioni gravissime. E' stata una trappola mortale quella riservata da un impiegato del quartiere Marconi alla compagna. Le aveva taciuto di aver contratto l'Hiv ammettendolo solo quando il virus lo aveva stremato ed era stato necessario il ricovero all'ospedale Spallanzani, specializzato in malattie infettive. Ormai troppo tardi. La donna, in lacrime, si è sottoposta al test ricevendo la risposta che temeva. «Avevo paura di perderti» si è giustificato a quel punto lui.

E' per questo motivo, proprio per fugare ogni dubbio, che per anni lui aveva continuato, in maniera calcolata, a vivere con lei in intimità, senza accortezze, esponendola alla malattia. Adesso l'uomo rischia la condanna da tre a sette anni di carcere. Lei non lo ha perdonato, anzi ha sbattuto la porta di casa e lo ha denunciato. Per l'egoismo mostrato dal compagno aveva contratto la malattia da almeno tre anni. Il sostituto procuratore Claudia Alberti, del pool dei reati sanitari, ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio dell'impiegato accusandolo appunto di lesioni gravi.

«L'uomo» ha scritto il magistrato, «è imputato del delitto per aver taciuto alla convivente il proprio stato di soggetto affetto da infezione Hiv in stato avanzato nonché da epatite cronica da Hcv, intrattenendo con lei rapporti sessuali non protetti, così cagionandole lesioni personali collegabili con l'assunzione del relativo contagio dell'infezione di Hiv e Hcv, malattia insanabile».

IL GIURAMENTO
I fatti risalgono a qualche anno fa. La coppia, lui 40 e lei 35 anni, vivono in zona Marconi con un bimbo di 4 anni. Una coppia felice, ma segnata dal passato di tossicodipendenza di lui. «Tutto superato» però la rassicurava. Ed era vero. L'uomo, infatti, era uscito dal tunnel dell'eroina portandosi dietro però gli strascichi di malattie contagiose che nascondeva.


«Abbiamo vissuto insieme per cinque anni» ha scritto nella denuncia la donna, «Poi Stefano è stato ricoverato all'ospedale Spallanzani dove ho scoperto che era affetto dal virus dell'Hiv. Visto che nel periodo di convivenza ho avuto rapporti esclusivamente con lui, nel timore del contagio, mi sono sottoposta al test, risultato positivo». «Aggiungo» ha specificato «che il mio compagno anche su domanda specifica, visti i miei dubbi sul suo stato di salute, aveva sempre negato di essere affetto da Aids, giurandolo anche sul figlio. "Non volevo perderti", mi ha detto poi. Spero in una punizione da parte della giustizia». Leggi l'articolo completo su
Il Messaggero