Metro Repubblica, il danno oltre la beffa: per negozi e imprese in fumo più di 20 milioni

Metro Repubblica, il danno oltre la beffa: per negozi e imprese in fumo più di 20 milioni
Riaperta la stazione, restano le macerie (economiche) per un migliaio di negozi, pubblici esercizi, imprese e attività ricettive di una zona nevralgica della Capitale,...

OFFERTA SPECIALE

2 ANNI
159,98€
40€
Per 2 anni
SCEGLI ORA
OFFERTA MIGLIORE
ANNUALE
79,99€
19€
Per 1 anno
SCEGLI ORA
 
MENSILE
6,99€
1€ AL MESE
Per 6 mesi
SCEGLI ORA

OFFERTA SPECIALE

OFFERTA SPECIALE
MENSILE
6,99€
1€ AL MESE
Per 6 mesi
SCEGLI ORA
ANNUALE
79,99€
11,99€
Per 1 anno
SCEGLI ORA
2 ANNI
159,98€
29€
Per 2 anni
SCEGLI ORA
OFFERTA SPECIALE

Tutto il sito - Mese

6,99€ 1 € al mese x 12 mesi

Poi solo 4,99€ invece di 6,99€/mese

oppure
1€ al mese per 6 mesi

Tutto il sito - Anno

79,99€ 9,99 € per 1 anno

Poi solo 49,99€ invece di 79,99€/anno
Riaperta la stazione, restano le macerie (economiche) per un migliaio di negozi, pubblici esercizi, imprese e attività ricettive di una zona nevralgica della Capitale, messa in ginocchio da otto mesi di chiusura della stazione della metropolitana di piazza della Repubblica. Un danno complessivo che supera i 20 milioni di euro: le cifre finali ballano tra i 22 e i 23 milioni. Partendo dalla stima di un calo del giro d’affari, per le attività interessate, che è compresa tra il 40 e il 50 per cento del fatturato abituale registrato prima di quel nefasto 23 ottobre 2018, con punte massime che hanno toccato il 70 per cento. Le ripercussioni negative sull’economia si sono infatti propagate fino a comprendere buona parte dell’asse di via Nazionale (e le relative traverse) e via Vittorio Emanuele Orlando, la strada che conduce verso il Tridente e l’altra fermata (ancora chiusa) di piazza Barberini.


OCCASIONE PERSA <QA0>
Il problema ha colpito trasversalmente tutti i settori del commercio: dall’abbigliamento ai pubblici esercizi (bar e ristoranti). E nel settore turistico ha praticamente vanificato il lunghissimo ponte festivo di primavera, da Pasqua al 1° maggio, che molti operatori del settore attendevano come un’occasione d’oro per rimpinguare il bilancio stagionale. I danni si sono propagati, a cascata, anche sui proprietari degli immobili commerciali della zona, con diverse mensilità di affitto arretrate, ma anche sui fornitori esterni, che con piazza della Repubblica c’entrano poco o nulla: i ritardi nel pagamento delle merci a grossisti e magazzini si sono allungati a dismisura. Questo per i negozi che potevano permetterselo: perché alcune ditte hanno consentito dilazioni di pagamento ai commercianti della zona e altre invece no, mettendo decine di esercizi a forte rischio di chiusura. Leggi l'articolo completo su
Il Messaggero