Soldi del condominio per le spese private: amministratrice condannata a 2 anni e mezzo

Soldi del condominio per le spese private: amministratrice condannata a 2 anni e mezzo
LA SENTENZA La contabilità del condominio, per lei, era perfetta. A parlare invece sono stati gli estratti conto dei due palazzi gemelli gestiti in piazza Addis Abeba dove...

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LA SENTENZA
La contabilità del condominio, per lei, era perfetta. A parlare invece sono stati gli estratti conto dei due palazzi gemelli gestiti in piazza Addis Abeba dove i periti hanno calcolato un ammanco da 180.000. Fatti sparire, in 5 anni, con «azioni predatorie», come scrive la procura. Coi soldi del condominio l'amministratrice era arrivata a saldare pure i bollettini delle sue utenze, magari boicottando le spese per il riscaldamento.

LA DECISIONE
Ieri per Simona Scaccini, amministratrice di condominio con lunga esperienza alle spalle, è arrivata la condanna di primo grado: due anni e mezzo di reclusione e il pagamento di 100mila euro, a titolo di acconto sui danni subìti dai condomini. Il reato contestato l'appropriazione indebita pluriaggravata dal rapporto di prestazione e dal danno di rilevante gravità. A emettere la sentenza (con pena superiore a quella chiesto dall'accusa), in una udienza straordinaria, il giudice Valerio de Gioia. I creditori per battere cassa si presentavano pure alle riunioni di condominio. «Una sera ha raccontato in aula un inquilino arrivò il fornitore del gasolio per il riscaldamento. Sosteneva che non l'avevamo pagato. L'amministratrice si avvicinò, lo portò in cortile, poi rientrò: Rivendica soldi che gli abbiamo già dato, disse». Erano tre le ditte di gasolio a rivendicavare soldi: 66.000, 36.000 e 90.000 euro. Con i soldi in cassa in base alle contestazioni del pm Roberto Felice invece l'amministratrice avrebbe ricaricato carte prepagate, il proprio telefonino e pagato svariati bollettini a lei intestati, oltre che saldare bonifici non dovuti. «Nemmeno dopo la causa civile, nonostante l'imposizione della consegna, la collega mi ha fornito i documenti. I bilanci invece non erano stati proprio fatti, erano saltati pure i contributi al portiere», ha raccontato il nuovo amministratore. Durante il processo il giudice, su richiesta dell'avvocato Antonello Madeo che assiste il condominio, ha disposto il sequestro conservativo di un appartamento dell'imputata. Gli ammanchi sono venuti fuori nel 2015, quando un'inquilina comunicava di aver ricevuto la notifica di una ingiunzione di pagamento di 42.634.000 euro per compensare dei debiti del condominio. A battere cassa uno dei fornitori del gasolio. Gli inquilini un centinaio avviano le indagini difensive e scoprono che non era stata pagata neanche la manutenzione dell'ascensore, parti di due mensilità del portiere, altre ditte. L'imputata ha sempre respinto le accuse: «Il pagamento di bollettini a mio nome? Solo in una occasione e per errore». Ma ieri il primo verdetto le ha dato torto.

Adelaide Pierucci
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Il Messaggero