Roma, mercati rom abusivi: il piano del Comune per legalizzarli

Roma, mercati rom abusivi: il piano del Comune per legalizzarli
Il Campidoglio legalizza i «mercatini dell'usato» gestiti dai rom, spesso ricettacolo di materiale proveniente da furti e rovistaggio nei cassonetti. La...

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Il Campidoglio legalizza i «mercatini dell'usato» gestiti dai rom, spesso ricettacolo di materiale proveniente da furti e rovistaggio nei cassonetti. La regolarizzazione è contenuta nel provvedimento del Dipartimento Politiche Sociali che ha bandito l'appalto «per l'affidamento del servizio di gestione sociale» di sei villaggi per i nomadi: Castel Romano, Lombroso, Salone, Candoni, La Barbuta e Via Gordiani. Una gara da 5 milioni di euro per il periodo che va dal 1 aprile 2016 fino al 31 dicembre 2017. Il bando prevede di «supportare la regolarizzazione e il rafforzamento di attività professionali preesistenti e contraddistinte da carattere economico informale». Di che si tratta? Il Comune ha deciso di autorizzare «le attività volte al recupero di cose usate per il riutilizzo, attraverso l'organizzazione di mercatini del riutilizzo, di raccolta di materiali ferrosi e di rifiuti ingombranti».

 
Tanto che è prevista «l'individuazione e la creazione di spazi destinati a luogo di lavoro, per la raccolta e la lavorazione dei metalli». Insomma, per i vecchi mercatini abusivi, l'amministrazione cambia totalmente linea rispetto al passato. Al posto di sgomberi e controlli, ora viene deliberata la «regolarizzazione» di queste attività, nate e proliferate quasi sempre nella semi-clandestinità.

Il Comune pensa anche di inserire i rom nelle graduatorie delle case popolari. Per riuscire a raggiungere «il superamento della logica del villaggio, che rappresenta una condizione di isolamento», si legge nel capitolato di gara, è previsto il «sostegno per l'assegnazione in abitazioni ordinarie pubbliche per coloro che, a fronte di regolare domanda, risulteranno in tempi brevi assegnatari ai sensi della normativa vigente». Ma il programma del Campidoglio assicura anche un «accompagnamento nella realizzazione di modalità dell'abitare». In pratica un via libera «all'autocostruzione, anche in aree extra-urbane».

INCENTIVI ECONOMICI
Ai nomadi l'amministrazione comunale garantirà poi alcuni incentivi economici, come le «borse lavoro»: gli affidatari del bando dovranno individuare in ciascun campo «25 soggetti» a cui verrà trovato un impiego attraverso il «reperimento di aziende e contatti con i servizi sociali territoriali». Lo stipendio? 400 euro al mese, «per un minimo di 4 mesi». Prevista anche una stretta sul fronte sicurezza: oltre a una vigilanza 24 ore su 24 da parte di guardie private (che verranno affiancate dagli agenti della Polizia locale) è previsto il controllo di tutti gli accessi all'interno dei campi.

SICUREZZA

Verrà creato un apposito data-base che dovrà «registrare le persone ospiti nel villaggio, con aggiornamento periodico». Dati che «dovranno essere trasmessi al Dipartimento Politiche Sociali». Saranno «monitorate e registrate le partenze per assenze prolungate degli ospiti, oltre le 48 ore» e anche chi verrà ammesso temporaneamente all'interno del campo («amici e parenti degli assegnatari») verranno controllati attraverso il rilascio di un pass orario. I vigilantes poi avranno il compito di intervenire su «eventuali episodi che provocano turbativa» e provvederanno a inoltrare in tempo reale «le segnalazioni ai competenti organi di pubblica sicurezza». Leggi l'articolo completo su
Il Messaggero