Un monumento per ricordare Simona Monti, la ragazza sabina uccisa dai terroristi a Dacca quando era incinta di 5 mesi

Simona Monti al centro con la sorella e il fratello sacerdote
RIETI - Per tutta la funzione funebre nella cattedrale di San Liberatore, a Magliano Sabina, volò una farfalla e i suoi concittadini amano ricordarla così,...

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RIETI - Per tutta la funzione funebre nella cattedrale di San Liberatore, a Magliano Sabina, volò una farfalla e i suoi concittadini amano ricordarla così, Simona Monti, come una farfalla simbolo di libertà, amore e amicizia. Sono trascorsi sette anni dall’attentato terroristico a Dacca, capitale del Bangladesh, il primo luglio 2016, in cui Simona, che portava in grembo il piccolo Michelangelo, perse la vita con altre 21 persone.

La storia. Aveva 33 anni, tramite un’azienda tessile lavorava a Dacca e quella sera era andata a cena con amici e colleghi per salutarli prima di ripartire per l’Italia e tornare a Magliano, dove avrebbe fatto nascere il suo bambino. Non ha fatto in tempo. A quella strage, seguì un processo e nel 2019 un tribunale della capitale del Bangladesh ha emesso una sentenza di morte per 7 estremisti islamici, assolvendo un altro imputato. Come ogni primo giorno di luglio, anche quest’anno, il centro sabino si fermerà per celebrare la memoria di Simona.

Le iniziative. Alle 19 si terrà una messa nella chiesa della Madonna delle Grazie. Per Magliano, la perdita di Simona, strappata alla vita dall’attacco jihadista nel locale Holey Artisan Bakery, nel quartiere diplomatico di Gulshan, è una ferita sempre aperta. «Ma non vogliamo che il suo ricordo coincida con il pensiero della morte - spiega il sindaco di Magliano Sabina, Giulio Falcetta - vogliamo che rappresenti i valori di libertà, amore e amicizia che in suo nome ci impegniamo a perseguire». Il 21 marzo 2020, il Comune avrebbe voluto inaugurare un monumento per Simona, poi è arrivata la pandemia a fermare tutto, ma non la volontà dell’Ente, che lo installerà nella pineta comunale.

L'iniziativa. «Avremmo potuto farlo nell’anniversario della morte - prosegue Falcetta - ma non è questa la nostra intenzione perché quell’installazione, ora nel deposito del Comune e realizzata da Luciano Minestrella, vuole essere un inno alla vita di Simona, non un ricordo della sua scomparsa. Nel 2020 avevamo scelto il primo giorno di primavera per inaugurarlo». È un omaggio autentico alla sua persona, abitudini e passioni. «Quando tornava a Magliano - racconta il sindaco - Simona amava sedersi nella pineta comunale a guardare il panorama, per questo abbiamo voluto realizzare una grande seduta di travertino, in una parte della quale c’è una farfalla di ferro che sta spiccando il volo».

Proprio come quella farfalla che il giovedì del rientro del feretro a Magliano nel 2016, all’apertura dal carro funebre, uscì per poi tornare ad aleggiare nella cattedrale di San Liberatore durante l’ultimo saluto. «Chiunque - conclude Falcetta - potrà sedersi in pineta accanto alla farfalla di Simona che si sta levando verso il cielo, celebrando quei valori di libertà, amore e amicizia che per noi rappresentano lei e l’insegnamento che ci ha lasciato».

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Il Messaggero