Rieti, ha 85 anni e deve fare un'ecografia cardiaca: ripassi ad anno nuovo

Ospedale de Lellis
RIETI - Estate rovente sul fronte della sanità reatina. Dopo un periodo di relativa calma, riesplode il caso delle liste d'attesa infinite. Le denunce de Il Messaggero...

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RIETI - Estate rovente sul fronte della sanità reatina. Dopo un periodo di relativa calma, riesplode il caso delle liste d'attesa infinite. Le denunce de Il Messaggero dei giorni scorsi hanno scatenato un diluvio di proteste, con segnalazioni di casi eclatanti che giungono da più parti. L'ultima, in ordine temporale, riguarda un ottantacinquenne residente in un paese della Sabina: nonostante sia cardiopatico e si debba sottoporre a controlli costanti, non è riuscito a fissare un ecocolordoppler perché l'attesa superava i 12 mesi. «Cerco di prenotare sempre con anticipo. Quest'anno mi sono mosso con un po' di ritardo, ma non pensavo certo che fosse necessaria un'attesa così lunga». Sulla ricetta del medico di famiglia non c'è il codice di urgenza, ma il segnale che arriva non è ugualmente confortante: chi a Rieti necessità di controlli ciclici, deve preparasi ad attese infinite. Oppure aprire il portafogli ed effettuare esami a pagamento. Di quella velocizzazione di cui parlava al suo insediamento il direttore generale, Laura Figorilli, al momento neppure l'ombra. Con buona pace di quella prevenzione a tutti i livelli, tanto sbandierata da campagne pubblicitarie delle Asl e del ministero della Salute.


NUOVO CASO
«Negli ultimi giorni ho letto di pazienti che si trovavano a fare i conti con liste d'attesa infinite, così ho deciso di raccontare anche la mia esperienza». A parlare è un uomo di 85 anni residente in Sabina. Si è ritrovato nelle storie di ordinaria malasanità dell'ultimo periodo e, per dare una spinta al miglioramento, ha deciso di raccontare la sua. «Da tempo mi devo sottoporre a controlli cardiologici periodici racconta l'anziano e, di norma, prenoto sempre con largo anticipo. Quest'anno ero un po' in ritardo rispetto al passato, ma ho deciso di rivolgermi al centro di prenotazione perché anche mia moglie doveva effettuare alcuni esami». L'uomo si è recato allo sportello di prenotazioni di Osteria Nuova, richiedendo un'ecografia cardiaca per la moglie e due ecocolordoppler, uno per lui e uno per la consorte. «L'operatore mi ha detto che non poteva prenotare nulla spiega l'uomo perché non c'era spazio. Mi hanno detto di tornare ad anno nuovo e sicuramente sarebbe stato possibile fare una prenotazione, ma per gli esami non se ne parlava prima di 12 mesi. Troppo per me, quindi ho deciso di rivolgermi ad una struttura a pagamento». Un breve viaggio lungo la Salaria e a Monterotondo, dopo pochi giorni, è stato possibile fare l'esame.

ADDIO PREVENZIONE

Una storia identica alle ultime denunciate da Il Messaggero. Nel caso dell'uomo reatino al quale era stato negato un ecocolordoppler e che poi era stato ricoverato con urgenza in ospedale, la direzione sanitaria aveva spiegato che laddove il medico mette la dicitura «urgente», i tempi sono ridotti. Un aspetto che andrebbe verificato, ma che pone un altro problema. Passi per le urgenze ma in questo modo si nega la possibilità sia di fare controlli periodici a chi ha avuto determinate patologie e, al tempo stesso, si blocca l'attività di prevenzione. A meno che, al solito, non si abbia la possibilità di aprire il portafogli. Leggi l'articolo completo su
Il Messaggero