Gaza, Egitto crea zona cuscinetto per bloccare contrabbando armi Hamas

Gaza, Egitto crea zona cuscinetto per bloccare contrabbando armi Hamas
L'Egitto ha riaperto il valico di Rafah per permettere a migliaia di palestinesi bloccati sul proprio territorio di tornare a Gaza, ma la frontiera resterà chiusa in senso...

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L'Egitto ha riaperto il valico di Rafah per permettere a migliaia di palestinesi bloccati sul proprio territorio di tornare a Gaza, ma la frontiera resterà chiusa in senso contrario: lo riferiscono i funzionari di frontiera palestinesi ed egiziani. Il valico di Rafah era stato chiuso il 25 ottobre, dopo che militanti islamici nella regione del Sinai avevano ucciso 33 membri delle forze di sicurezza in una delle peggiori ondate di violenza da quando il leader islamico Mohamed Morsi è stato rovesciato.




La chiusura della frontiera durata un mese, ha impedito a 6mila palestinesi di tornare a casa. Circa mille connazionali che vorrebbero oltrepassare il confine per poter usufruire di cure mediche in Egitto sono impossibilitati a farlo. Alcune fonti egiziane hanno comunque riferito che il traffico in uscita sarà consentito per un periodo di tempo limitato. Il valico di Rafah è particolarmente importante perché è l'unico confine della Striscia di Gaza oltre la frontiera con Israele.



Gaza è controllata dal gruppo militante islamico Hamas che ha rapporti profondi con la fazione islamica dei “Fratelli musulmani”, organizzazione messa fuori legge dal nuovo governo egiziano di Al-Sisi. In seguito agli attentati islamici che hanno infiammato il Sinai il mese scorso, l'Egitto ha intensificato le operazioni militari nella regione dove ha raso al suolo alcune case per creare una zona cuscinetto di alcuni chilometri prima del confine con Gaza. Obiettivo della campagna, secondo quanto riferiscono fonti del Cairo, è quello di fermare il contrabbando illegale di armi da anni attivo attraverso gallerie sotterranee. Fonti di Gaza lamentano il fatto che il commercio considerato illegale tra Sinai e la Striscia serve per far arrivare ai palestinesi beni di consumo vitali.
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Il Messaggero