Manovra, stretta antievasione sulle finte prime case: ecco chi sarà smascherato. Le schede

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Manovra: plastic e sugar tax, pagano i giochi. Governo a caccia di risorse per coprire il buco di circa 500 milioni aperto dalla decisione di temperare e posticipare l’avvio delle due imposte. La tassa sulla plastica monouso, che nei piani iniziali doveva partire ad aprile, con un prelievo di un euro al chilo sulla monouso, viene ridimensionata e in base all’accordo raggiunto dalla maggioranza entrerà in vigore a luglio con una riduzione del gettito dell’85%. La tassa sulle bevande zuccherate, invece, da 10 centesimi al litro slitta di sei mesi, al primo ottobre, per permettere alle aziende di riformulare le loro linee produttive.

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Palazzo Chigi sta mettendo a punto un emendamento che prevede un ulteriore sacrificio, come detto, sul gioco, dalle vincite al prelievo sulle slot. L’operazione produrrà appunto altri 300 milioni di gettito che andranno ad aggiungersi gli 800 milioni già indicati tra aumento del prelievo erariale unico previsto dal dl fiscale appena approvato in prima lettura dalla Camera, e l’aumento della tassa sulla fortuna inserito nel ddl di bilancio. A pagare il prezzo di questa nuova stangata non solo gestori e concessionari ma anche i giocatori che si vedranno ridurre al 65% la quota di pay out, ossia la parte di restituzione in vincita delle somme giocate con le slot. Quanto agli altri 200 milioni che servono per far quadrare i conti, Palazzo Chigi pensa ad un altro taglio lineare nei ministeri, mentre fonti del governo escludono interventi sui carburanti. 

Intanto i relatori della commissione Bilancio hanno depositato un pacchetto di 30 emendamenti che sarà discusso a partire da domani. Tra le misure, spicca una stretta sulle finte prime case: ogni nucleo familiare potrà infatti indicare una sola abitazione come principale, sulla quale non pagare l’Imu, anche se la seconda casa si trova fuori dal territorio comunale di residenza. Nella relazione che accompagna la proposta si precisa che si interviene «sulle case turistiche, spesso considerate come abitazione principale a causa dello spostamento fittizio della residenza di uno dei due coniugi».

Arriva in manovra anche l’emendamento a favore dei precari della sanità. Si tratta di una proroga delle normative per la stabilizzazione del personale medico, tecnico-professionale e infermieristico, dirigenziale e non del Servizio sanitario nazionale fino al 31 dicembre 2022. Infine, arrivano 100 assunzioni al dipartimento per la giustizia minorile, mentre altre 160 assunzioni arriveranno per l’organizzazione decentrata del ministero della Giustizia.

AUTO 
Le aziendali 
nel mirino
in quattro fasce

Cambia profondamente la stretta sulle auto aziendali. È saltata, come previsto, la retroattività della misura. La nuova disciplina si applicherà soltanto ai veicoli comprati dal primo gennaio 2020, concessi in uso promiscuo con contratti stipulati a decorrere dal primo luglio prossimo. Ci saranno quattro fasce di tassazione progressiva in funzione delle emissioni. Il beneficio fiscale sarà ridotto al 25% sulle vetture con emissioni di CO2 inferiori a 60 g/km e al 30% su quelle superiori a 60 g/km e inferiori a 160 g/km. Per i veicoli con emissioni superiori a 160 g/km e inferiori a 190 g/km la percentuale diventa del 40% nel 2020 per poi salire al 50% dal 2021 mentre per tutte le auto superiori a 190 g/km scatta il 50% il prossimo anno e il 60% dal 2021.

BENZINA
Accise verso
l’aumento 
a partire dal 2021

N el maxi emendamento del governo è spuntata una nuova clausola di salvaguardia. Dal 2021 infatti potrebbe arrivare un nuovo aumento della benzina. La modifica comporta maggiori entrate per 868 milioni per il 2021, 732 milioni per il 2022, 1,5 miliardi per il 2023 e 1,2 miliardi a partire dal 2024. Rimane la sterilizzazione della clausola sulle accise per il prossimo anno, ma a differenza di quanto prevede il testo originario della manovra aumentano quelle degli anni successivi. Previsto poi un aumento del 3% dell’aliquota Ires per i concessionari autostradali, ma anche per chi gestisce aeroporti, porti, sfruttamento di acque minerali, produzione o distribuzione di energia elettrica, le ferrovie, le frequenze radiofoniche e radiotelevisive. 

PLASTICA
Balzello ridotto
e il via
solo da luglio 

Tassa sulla plastica rivista nel testo della manovra depositato in Senato: il balzello è stato ridotto da un euro al chilogrammo di plastica fino a cinquanta centesimi. Ma dopo l’accordo raggiunto nella maggioranza l’altro ieri, il prelievo è destinato a scendere fino a 40 centesimi. Cambiano anche i prodotti che saranno colpiti dalla tassa. Non saranno soggetti all’imposta le materie provenienti da processi di riciclo. E saranno esclusi anche i prodotti utilizzati nella sanità: oltre alle siringhe la tassa non si applicherà ai contenitori per i medicinali. Esclusi anche quelli che «contengono merci o prodotti alimentari». Slitta anche l’entrata in vigore del balzello. Non si applicherà più a partire dal prossimo mese di gennaio, ma soltanto da luglio.

BIBITE
L’entrata in vigore
dell’imposta
rinviata a ottobre

L’arrivo della tassa sulle bevande zuccherate dovrebbe slittare a ottobre del prossimo anno. Per il resto l’impostazione è confermata. Saranno soggette al prelievo le bevande rientranti nella categoria «Nc2009» (comprendente succhi di frutta, di ortaggi o di legumi) e nella «Nc2202» (acque con aggiunta di zucchero o di altri dolcificanti o di aromatizzanti) della nomenclatura combinata dell’Ue. Il prelievo fissato in termini quantitativi segue una precisa formula: 10 euro per ettolitro per i prodotti finiti; 0,25 euro per chilogrammo per i prodotti predisposti all’utilizzo previa diluizione. Saranno esenti solo le bevande il cui contenuto complessivo di edulcoranti sia inferiore o uguale a 25 grammi per litro per i prodotti finiti e a 125 grammi ogni kilo per i prodotti destinati a diluizione.

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