Ue, Cdm: Conte, lettera ai 27 stati Ue e Juncker. Dl crescita, accordo positivo. Via libera al ddl Ambiente

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Rispetteremo le regole ma serve un cambio. Alla vigilia di un Consiglio europeo decisivo perché l'Italia eviti la procedura di infrazione il premier Giuseppe Conte invia all'Europa - a tutti gli Stati membri, a Jean Claude Juncker e a Donald Tusk - l'attesa lettera in cui il governo giallo-verde, pur ribadendo il rispetto delle regole vigente ne chiede con nettezza un cambio. «È un dovere aprire adesso, senza ulteriore indugio, una fase costituente per ridisegnare le regole di governo delle nostre società e delle nostre economie», si legge nella lettera con cui Conte, di fatto, manda un messaggio chiaro a Bruxelles: con la sola stabilità si rischia la sopravvivenza stessa dell'Europa.

La lettera viene inviata al termine di un Cdm in cui la bozza di assestamento di bilancio annunciata non viene votata. Viene, tuttavia, discussa in una riunione di circa un'ora che precede il Consiglio dei ministri e nella quale Conte prova a definire quei «numeri» da portare domani a Bruxelles come segno della credibilità dell'Italia. Numeri che dovrebbero confermare come il deficit, secondo le stime italiane, viaggia sul 2,1% mentre i 2 miliardi già congelati nella legge di bilancio - con l'incognita della destinazione dei risparmi da reddito di cittadinanza e quota 100 - verranno dirottati sul contenimento del deficit stesso.

Nei passaggi della lettera trapelati in serata non emerge la parte «numerica» della missiva di Conte ma, in ogni caso, il premier domani sarà chiamato a dare prova, al tavolo Ue, di una sorta di correzione dei conti richiesta da Bruxelles fermo restando che l'andamento della finanza pubblica, come illustra lo stesso ministro Giovanni Tria al Cdm - va meglio del previsto. Ma è la parte politica della lettera, quella su cui punta soprattutto il premier. Occorre «assicurare un effettivo equilibrio tra stabilità e crescita, tra riduzione e condivisione dei rischi» perché, in caso contrario, si «rischia di pagare un prezzo molto alto per la coesione sociale ed economica dei Paesi membri e per la credibilità stessa del progetto europeo», scrive Conte assicurando, nella missiva, «un dialogo aperto e costruttivo» dell'Italia per evitare la procedura d'infrazione.

Il clima, in Cdm e nella riunione precedente è tuttavia «raggelato» dallo scontro tra M5S e Lega sull'emendamento, a firma leghista, che trasferisce dal ministero del Sud alle Regioni la gestione dei Fondi di Sviluppo e Coesione. «È stato un ricatto della Lega, dove la contropartita è l'Autonomia», attacca il M5S, quasi scoraggiato da quello che, in Salvini, viene visto come un continuo alzare la posta. E, non a caso, al termine del Cdm fonti della Lega parlano di «accordo positivo» sul dl crescita annunciando, però, l'approdo in Cdm la settimana prossima della Autonomia. Tradotto: la Lega accetta lo stralcio dell'emendamento discusso ma non ammette dilazioni sul dossier caro al Nord. «Prima del Cdm serve un tavolo ad hoc sui nodi», avverte il M5S. In questo clima, i vicepremier, Conte il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e quello della Pa Giulia Bongiorno si riuniscono a tarda notte per chiudere sulla riforma della giustizia.

Il Cdm, nel frattempo, dà il suo ok al ddl Cantier-ambiente sul dissesto idrogeologico, alla riorganizzazione del Ministero della Cultura e alla nomina di Giuseppe Cavo Dragone come capo di Stato maggiore della Marina..

Giuseppe Conte rifererisce alla Camera in vista del consiglio europeo di domani e dopodomani e assicura che «l'Italia intende rispettare le regole Ue» ed è aperta al dialogo con Bruxelles sul nodo procedura di infrazione ma non intende arretrare rispetto alla «nostra linea». Il premier parla nel giorno del vertice di governo sulla lettera da inviare all'Europa per evitare la procedura, mentre da Salvini arriva l'ennesima sferzata: «Non siamo fessi - dice in diretta facebook il ministro dell'Interno, la Ue ci permetterà di attuare lo choc fiscale».

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Conte, nuove stime. «Questa sera con Tria abbiamo in animo di portare una bozza di aggiustamento, in modo da certificare un monitoraggio dei conti pubblici e poter avere un ulteriore documento ufficiale deliberato dal consiglio dei ministri da poter portare» a Bruxelles, in modo da «dimostrare che sono le nostre previsioni e stime ad avere il sopravvento su altre stime che non corrispondono ai reali flussi di cassa». Lo ha detto il Giuseppe Conte concludendo l'informativa al Senato.

«L'Italia intende rispettare le regole europee, senza che ciò impedisca che, come paese fondatore e terza economia del continente, ci facciamo anche portatori di una riflessione incisiva su come adeguare le regole stesse affinché l'Unione sia attrezzata ad affrontare crisi finanziarie sistemiche e globali e assicuri un effettivo equilibrio tra stabilità e crescita», sottolinea Conte.

A proposito della procedura di infrazione verso l'Italia  - dice il premier - ma anche sul «completamento dell'Unione economica e monetaria», crediamo che «l'Eurosummit del 21 giugno debba assumere decisioni non divisive».

«Stabilità e crescita» e «riduzione e condivisione dei rischi», secondo Conte, sono «binomi complementari e non in contrasto tra loro come continuano a sostenere i fautori di un approccio procedurale che ha costretto l'Europa a criticare ex post proprie decisioni e misure che sono poi i cittadini europei ad aver pagato e a rischiare di pagare in prospettiva».

Tutto ciò «comporta un prezzo molto elevato non solo per la coesione sociale ed economica di interi Stati Membri, ma per la credibilità stessa del progetto europeo, una credibilità che i fautori dell'austerity' a oltranza dichiarano, almeno a parole, di avere a cuore».

«Sul negoziato relativo al prossimo quadro finanziario pluriennale la nostra posizione al riguardo è chiara e coerente. Come presidente del Consiglio del Paese quinto contributore netto del bilancio dell'Unione, rappresenterò infatti l'aspettativa che la tempistica del negoziato non vada a discapito della sua qualità», ha continuato Giuseppe Conte alla Camera. «È essenziale lavorare verso una tempestiva conclusione, ma senza che ciò si traduca in scorciatoie che conducano ad un bilancio settennale inadeguato alla posta in gioco. L'Ue deve avere un quadro pluriennale radicato nel presente ma proiettato nel futuro, che rappresenti un'effettiva garanzia di politiche efficaci sia per le nuove priorità, come migrazione, sicurezza, investimenti, ricerca, sia per le politiche tradizionali, come la coesione e la Politica agricola comune, entrambe essenziali per i cittadini europei, in particolare per i consumatori e per gli imprenditori, per la crescita e l'occupazione anche nelle aree del continente più svantaggiate e più esposte all'impatto della globalizzazione».

«È di fondamentale importanza che all'Agenda europea si accompagnino decisioni all'altezza della situazione e che queste trovino tempestiva attuazione», ha detto Conte. Il premier ha indicato alcuni «obiettivi appropriati». Il primo è quello relativo a una «governance europea delle migrazioni basata sulla solidarietà e una equa condivisione tra gli Stati membri, una collaborazione con i Paesi di origine e transito, corridori umanitari, e una decisa politica europea sui rimpatri e il contrasto al traffico illegale di esseri umani».

Conte ha poi parlato della necessità di un «avanzamento europeo sui diritti sociali per proteggere disoccupati, giovani, sul salario minimo, contro l'esclusione sociale e la povertà». Per il premier è poi fondamentale «un budget dell'eurozona dotato di funzioni stabilizzatrici, contro le turbolenze, come accade adesso con i dazi», così come un «impulso concreto per incentivi agli investimenti pubblici produttivi».

Serve, ha proseguito Conte, «una Europa capace di promuove politiche ambientali» e una «adeguata tutela dei prodotti agricoli». È necessaria, inoltre, una «migliore cooperazione legislativa per il contrasto al terrorismo e il crimine organizzato».

Il premier ha dedicato un ampio spazio del suo intervento alle questioni climatiche: «Serve la tempestiva adozione per l'inizio del 2020 di una strategia europea di lungo termine» e «un ruolo europeo ambizioso di respiro globale: è essenziale che si avanzi verso la neutralità climatica entro il 2050». Per Conte, «la sfida ambientale non può essere risolta dagli stati nazionali ma richiede la dimensione europea».

L'attacco di Salvini. «Sono convinto che l'Unione Europea permetterà all'Italia di crescere e correre. Governi complici, governi ignoranti, governi fessi non ce ne sono più», ha detto in diretta Facebook Salvini. «Stiamo lavorando giorno e notte per portare uno choc fiscale: taglio delle tasse, taglio della burocrazia, più investimenti... Io non voglio un paese che passeggia, ma un paese che corre. Occorre pagare di più e meglio di stipendi e tagliare le tasse». «Magari qualcuno in Europa ha paura di un'Italia che cresce. Noi dobbiamo poter competere ad armi pari: alcune norme europee, vincoli, sono state studiate a tavolino per aiutare qualcuno a Berlino e a Parigi e fregare tutti gli altri». 

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