Genitori Renzi, il file Lalla e i segreti di Tiziano e Laura: «Nipoti e amici tra i prestanome»

Una rete di prestanome e, per la procura, la certezza che a gestire il giro di cooperative progressivamente fatte fallire per favorire la Eventi 6 ci fossero i coniugi Renzi. Un piano «professionale», scrive il gip nell'ordinanza d'arresto. E ripercorre le accuse a carico dei genitori dell'ex premier citando le parole dei testimoni, le mail trovate sul computer di Laura Bovoli e le intercettazioni. Un teste ha dichiarato, a proposito della coop Marmodiv, che «era governata da prestanome... tutti nel settore sanno che è riconducibile ai Renzi, in particolare a Tiziano Renzi e alla moglie... Poi c'era anche Andrea Conticini, cognato di Matteo Renzi, che guidava Eventi 6».

E ancora: «Le fatture che mi avete esibito sono false. Mi fu chiesto di aprire una partita Iva ed emettere le fatture». Carlo Fontanelli, sentito nel 2016, ha detto che gli era stato proposto di assumere la carica di addetto agli automezzi per Delivery. Si sarebbe ritrovato nominato amministratore, a sua insaputa: «A maggio 2010 la signora Bovoli mi dice che l'azienda è stata ceduta a una nuova compagine sociale e che volevano confermarmi addetto agli automezzi... Io volevo prima conoscere i nuoci soci. Lei mi dà il numero di tale Pasquale Furii, ho provato a mettermi in contatto... si rese irreperibile». Fontanelli ha aggiunto di avere poi scoperto «di essere stato nominato a sua insaputa consigliere di amministrazione e che, dunque, aveva sporto querela».

LE MAIL
Agli atti le mail che, per l'accusa, dimostrano il ruolo di gestione svolto dai Renzi. Quasi tutte nel file chiamato Lalla - per gli inquirenti Laura Bovoli - nel computer di Roberto Bargilli. Come quella inviata dalla Bovoli a Simone Verdolin: «Ti allego nota credito e mastrino.... Zipoli quando lo riterrete opportuno convocherà l'assemblea dei soci». Il gip sottolinea anche che le modalità di costituzione della società Delivery sono state sospette: «Alcuni dei soci costitutori hanno riferito di non conoscere neppure il nome della società ricordando solo di essersi recati da un notaio in Firenze per apporre delle firme». Come Lavinia Tognaccini, all'epoca studentessa di Belle Arti. Ha detto «di essere stata contattata da Tiziano Renzi, amico di famiglia» e che «si era recata su sua indicazione dal notaio senza chiedere spiegazioni». È stata sentita anche Cristina Carbot, nipote dei Renzi». Ha detto «di aver partecipato alla costituzione della coop su richiesta di un uomo di cui non sapeva le generalità».

E poi le intercettazioni: nel marzo 2018, Daniele Goglio racconta di avere acquisito la gestione della Marmodiv «in virtù di un favore personale». Di quel favore parla con un altro interlocutore. Dice che Renzi senior gli avrebbe detto «capisco che ti ho messo in una situazione di disagio... per me è un grossissimo piacere.... in qualsiasi modo posso fare per ricambiare do la precedenza a te su qualsiasi cosa». Mentre Tiziano Renzi in persona, parlando con Conticini della Eventi 6, dice: «bisogna mandar via Pino e mettere quell'altro». Parole che, per l'accusa, dimostrano «l'interessamento» nelle decisioni legate alla coop.

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