Lea Pericoli: «Mai una storia con Nicola Pietrangeli, non è il più bello, e nemmeno Panatta»

Lea Pericoli: «Mai una storia con Nicola Pietrangeli, non era il più bello, e nemmeno Panatta»
Una vita sui campi da tennis e una grande amicizia mai trasformata in una "storia": Lea Pericoli si racconta con la consueta sincerità per dire che sia...

OFFERTA SPECIALE

2 ANNI
159,98€
40€
Per 2 anni
SCEGLI ORA
OFFERTA MIGLIORE
ANNUALE
79,99€
19€
Per 1 anno
SCEGLI ORA
 
MENSILE
6,99€
1€ AL MESE
Per 6 mesi
SCEGLI ORA

OFFERTA SPECIALE

OFFERTA SPECIALE
MENSILE
6,99€
1€ AL MESE
Per 6 mesi
SCEGLI ORA
ANNUALE
79,99€
11,99€
Per 1 anno
SCEGLI ORA
2 ANNI
159,98€
29€
Per 2 anni
SCEGLI ORA
OFFERTA SPECIALE

Tutto il sito - Mese

6,99€ 1 € al mese x 12 mesi

Poi solo 4,99€ invece di 6,99€/mese

oppure
1€ al mese per 6 mesi

Tutto il sito - Anno

79,99€ 9,99 € per 1 anno

Poi solo 49,99€ invece di 79,99€/anno

Una vita sui campi da tennis e una grande amicizia mai trasformata in una "storia": Lea Pericoli si racconta con la consueta sincerità per dire che sia lei sia Nicola Pietrangeli («Bello, ma non il più bello», e non si parla di Adriano Panatta) ancora oggi si chiedono come mai non sia arrivato l'amore fra loro.

Un carattere temprato dall'adolescenza in Africa (Etiopia e Kenya) anche negli anni crudi della guerra e l'àncora di salvezza rappresentato dal tennis che lei ha sempre interpretato alla sua esclusiva maniera: dalle tante vittorie (27 titoli italiani tra singolare, doppio e misto) in campo alle ancor di più vittorie nel conquistare l'attenzione del pubblico e della stampa anche se a vincere era un'altra. Che però non giocava in maniera così elegante e tantomeno risplendeva di un'allure unica grazie alle mise spregiudicate (culotte di pizzo a Wimbledon non si erano mai viste)  un po' frutto delle sue idee un po' dello stilista Ted Tinling.

Come scrive Gaia Piccardi per Il Corriere della sera, Lea Pericoli è, da sempre, una questione di stile.

Il tennis, in questa storia, come entra?
«Loreto Convent, a Nairobi: la più grande fortuna della mia vita. Dieci cattivissime suore irlandesi che tenevano a bada 300 bambine scatenate. ...  Era uno sport molto diverso, non si guadagnava una lira! Anzi: prendere soldi era proprio vietato. Infatti a me il tennis ha dato tutto, tranne il denaro. Però vedo che sono rimasta nel pensiero di molti, e i miei vestitini sono esposti al Victoria & Albert museum».

Con Nicola Pietrangeli vi conoscete da ragazzi: è difficile credere che tra voi non sia mai successo niente.
«Ha ragione, a volte ce lo chiediamo anche noi: non è che non ci abbiamo pensato, eh... Ma io avevo sempre al fianco un’altra persona, lui almeno due! In compenso è nata un’amicizia infinita, lunga un’esistenza intera. Ci siamo pianti sulla spalla tante volte. Nicola si arrovella ancora oggi che va per i novanta: Lea, perché io e te mai?».

Panatta è stato il più bello?


«No. Umberto Bitti Bergamo, prima tennista e poi imprenditore, era il più affascinante in assoluto. Ho avuto una storia importante con Bitti. Purtroppo se n’è andato troppo presto».

 

Leggi l'articolo completo su
Il Messaggero