Glamour fatto ad arte

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TENDENZEPennellate di colore come nelle opere impressioniste, geometrie, grafismi, paesaggi e addirittura fumetti. L'intreccio tra moda ed arte si fa sempre più stretto, tanto...

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TENDENZE
Pennellate di colore come nelle opere impressioniste, geometrie, grafismi, paesaggi e addirittura fumetti. L'intreccio tra moda ed arte si fa sempre più stretto, tanto che le due cose ormai si influenzano a vicenda, portando sugli abiti sperimentazioni inedite e rivisitazioni dei grandi classici, a cui si aggiungono tocchi di modernità. Una nuova corrente fashion, che ha contagiato, trasversalmente, grandi griffe e brand low cost, l' art à porter, versione glamour ed erudita della moda 2.0. Basta un capo con una stampa artistica, infatti, per essere trendy e far sembrare il proprio look particolarmente ricercato.

I MODELLI
C'è chi, come Bottega Veneta, ha puntato sui Macchiaioli, rivisitando le fantasie pastello e sfumate, in modo contemporaneo, creando dei giochi di colore e grafica grazie allo sfondo pied de poule dell'abito, che sembra quasi fatto di pixel. Classicismo allo stato puro invece per Happiness, che ha creato una linea, sia per lui che per lei, ispirata a Michelangelo e alle sue opere, nata attraverso la collaborazione con Casa Buonarroti. Le linee dei capi sono moderne, ma su pantaloni e felpe si stagliano immagini suggestive, in bianco e nero, di statue marmoree, che regalano l'allure senza tempo delle opere d'arte intramontabili. Dal classicismo si passa all'impressionismo. Diane Von Furstenberg lo declina nella sua accezione divisionista con tratti multicolor su soprabito e gonna sapientemente mescolati creando un effetto degradè, contrasto con la blusa nera in chiffon trasparente, sensuale e sofisticata. Gli stilisti si sono scatenati anche a ripercorrere correnti artistiche contemporanee, particolarmente iconiche. Laura Biagiotti, ad esempio, ha preso spunto dalle opere futuristiche di Giacomo Balla, per portare in passerella il suo concetto di ART-APP, sintesi di arte applicata che la moda rappresenta. I suoi abiti sono un trionfo di intarsi ed impunture, pannelli impalpabili dipinti a mano con i decori floreali di Raoul Doufy o con figure grafiche, ma anche tagliati al laser e tenuti insieme da cinte talismano.
I COLORI

Futuriste e geometriche anche le calzature di Christian Dior, con para imponente e dettagli fluo, per le fashioniste funambole, e le scarpe-scultura di Vionnet. Il brand di Massimo Giorgetti, MSGM, si è ispirato al pittore tedesco Gerhard Richter, per il suo abito a cui hanno collaborato due artisti italiani che vivono negli USA, Dario Catellani e Luca de Gaetano, fatto di effetti graffiati, superfici colate e stampa a pigmento. Il color block, che ricorda da lontano Mondrian, ma più effetto arlecchino è andato in scena, invece, sulla passerella di Fausto Puglisi. Triangoli colorati, giallo, rosso, nero, verde celeste, popolano maglie, leggins, abiti, e gonne a ruota, facendo da sfondo ideale all'immagine stilizzata della Statua della Libertà. A completare il look l'ideale potrebbe essere una clutch in pelle firmata Valextra o la pochette Chanel. La pop art di Andy Warhol ha spopolato con la linea disegnata da Jeremy Scott per Moschino, mentre il mondo del fumetto, ha fatto la sua comparsa nei defilé con COACH, che ha optato per un riferimento ricercato. Per la linea Apollo, che vede un maglione in lana con missile, il nuovo direttore creativo del brand, Stuart Vevers ha pensato a “The Shining” di Stanley Kubrick. Altra new entry è la tradizione popolare messicana, portata alla ribalta da Charlotte Olympia, che ha creato clutch fatte a forma di teschi colorati, simbolo de Los Dias de los Muertos, dopo la bag ispirata all'artista Frida Khalo.
Veronica Timperi
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Il Messaggero