Il Covid-19 cambierà il mondo dell'auto: i consumatori vogliono il “salone digitale” e le vetture elettrificate

L'acquisto di auto on-line è sempre più attuale
MILANO - Dopo il coronavirus, nulla sarà più come prima. Largamente condivisa, questa convinzione non fa eccezione per il mondo dell'auto che la pandemia ha...

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MILANO - Dopo il coronavirus, nulla sarà più come prima. Largamente condivisa, questa convinzione non fa eccezione per il mondo dell'auto che la pandemia ha praticamente paralizzato in tutto il mondo sotto l'aspetto produttivo e commerciale. Ai cambiamenti epocali connessi con l'evoluzione digitale ed elettrica dell'automobile bisognerà aggiungere quelli, non meno sfidanti, relativi alle mutate propensioni di consumatori.


L'ormai prolungata (e forzata) consuetudine con le relazioni virtuali sta modificando anche l'atteggiamento dei clienti – attuali o potenziali – nei confronti del processo d'acquisto (e di approccio ai servizi post-vendita), come emerge da una ricerca che Areté Methodos, società di consulenza altamente speializzata nel business automotive (il fondatore e presidente Massimo Ghenzer è stato per un decennio il numero uno di Ford Italia), ha condotto in due tappe – distanziate di un mese per mettere a fuoco la dinamica opinioni – alle quali ne seguirà una terza in maggio.

Seppure incentrata sulla prevedibile evoluzione del rapporto cliente-venditore, la ricerca ha evidenziato come il ruolo dell'automobile nel campo della mobilità personale non sia in discussione, probabilmente anche a causa delle limitazioni e dei paletti previsti per il trasporto pubblico del dopo emergenza. Entrambe le tappe (16 marzo e 9 aprile) dell'indagine hanno evidenziato che oltre il 70% (75,8 nella prima e 72,7 nella seconda) degli intervistati intende utilizzare l'auto propria, mentre la percentuale di chi pensa di ricorrere ai mezzi pubblici è risultata del 10,3 e 8,8% rispettivamente. Stabile nel periodo, attorno all'8%, il peso dei ciclisti, mentre i «moto-scooteristi» sono l'unica categoria in controtendenza (passata in tre settimane da meno del 2 a oltre il 5%), risultato al quale non è estranea la componente stagionale.

Per quanto riguarda il focus dell'indagine, i tempi per il «salone digitale» sembrano ormai maturi sull'onda della «familiarità telematica» acquisita nei lunghi giorni dell'isolamento: l'80% del campione gradirebbe abbinare il video alla comunicazione audio con il venditore, l'82% sarebbe favorevole a condividere il video con il dispositivo del dealer per configurare insieme la vettura, mentre calano (75% in marzo, 51% il mese successivo) gli interessati ai video delle prove su strada. A livello generale, comunque, 7 automobilisti su 10 si dichiarano disponibili a concludere online il processo di acquisto, percentuale analoga a quella di chi gradirebbe effettuare a domicilio la prova su strada, ma in circa la metà dei casi solo a patto che la vettura sia sanificata.


È un'esigenza che introduce il tema dei «lasciti» della pandemia destinati a condizionare i rapporti con le concessionarie almeno per quei servizi, come il post vendita, non usufruibili per via telematica. In questo caso le richieste degli intervistati sono, in ordine di grandezza ma tutte comunque attorno ai due terzi del campione, la sanificazione certificata (della vettura nuova come pure di quella ritirata dopo un intervento di manutenzione), il distanziamento e la disponibilità nel salone di guanti e di erogatori del disinfettante per le mani. Leggi l'articolo completo su
Il Messaggero