Carey di Liberty Media conferma la partenza in Austria in luglio. Cancellato il GP di Francia

La partenza del GP di Austria 2019
L'uscita mediatica di Helmut Marko, consulente Red Bull, il quale ha annunciato alla radio nazionale austriaca che il circuito di Spielberg (di proprietà Red Bull)...

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L'uscita mediatica di Helmut Marko, consulente Red Bull, il quale ha annunciato alla radio nazionale austriaca che il circuito di Spielberg (di proprietà Red Bull) ospiterà i primi due Gran Premi F1 stagionali il 5 e il 12 luglio, ha costretto Chase Carey ad uscire allo scoperto. Il presidente di Liberty Media ha confermato che l'avvio del Mondiale 2020 avverrà il primo weekend di luglio in Austria ed ha anche annunciato che il GP di Francia in calendario il 28 giugno è stato cancellato, e non rinviato a data da destinarsi. Conseguenza del Governo Macron che ha chiuso i confini nazionali fino a nuove disposizioni e impedito lo svolgersi di grandi eventi almeno entro il mese di luglio.


Un peccato, perché il circuito di Le Castellet dispone di vari tipi di configurazione del tracciato e, volendo, si sarebbero potuti organizzare anche un paio di gare, e inoltre a fianco del circuito vi è una pista di atterraggio vera e propria, ideale per voli charter e privati che avrebbe permesso di limitare gli spostamenti al personale in arrivo da altri Paesi. Ma tant'è, Eric Boullier, responsabile del GP francese (ed ex direttore sportivo Lotus e McLaren) ha già detto che stanno pensando alla corsa del 2021. Tornando a Carey, ha confermato anche la gara del 12 luglio e pur non proponendo ancora un calendario 2020, ha tracciato la via: gare in Europa tra luglio e le prime due settimane di settembre, poi trasferimento in Asia fino a ottobre, successivamente corse in America (nord, cento e sud) entro il mese di novembre, e conclusione nel Medio Oriente in dicembre. "Ci aspettiamo che le prime gare siano senza pubblico", ha dichiarato Carey, "ma speriamo che i fans possano esserci quando andremo avanti con la stagione. Dobbiamo ancora risolvere molte questioni, come le procedure che i team e gli altri partner dovranno seguire per entrare e operare in ogni nazione".  Leggi l'articolo completo su
Il Messaggero