Finlandia e Svezia nella Nato: un milione di militari in più e una barriera a Nord con caccia e sottomarini

L’alleanza atlantica vede ampliarsi l’area di intervento, ma anche il potenziale di militari a disposizione

Finlandia e Svezia nella Nato: un milione di uomini in più e una barriera a Nord con caccia e sottomarini
Con la richiesta di adesione alla Nato di Svezia e Finlandia termina lo storico status di Paese neutrali. Al contempo, l’alleanza atlantica vede ampliarsi l’area di...

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Con la richiesta di adesione alla Nato di Svezia e Finlandia termina lo storico status di Paese neutrali. Al contempo, l’alleanza atlantica vede ampliarsi l’area di intervento, ma anche il potenziale di militari a disposizione, con un incremento di un milione di unità, un avamposto strategico a Nord, una dotazione significativa di caccia e sottomarini.

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Finlandia e Svezia nella Nato, cosa cambia

L’articolo 5 della Nato prevede che «un attacco armato contro una o più» delle Nazioni dell’alleanza, in Europa o nell’America settentrionale, «sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell’esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall’ari. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l’azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l’uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell’Atlantico settentrionale». In sintesi: se Putin provasse a fare in Finlandia o in Svezia ciò che ha fatto all’Ucraina, la risposta della Nato sarebbe inevitabile.

C’è l’incognita della fase di transizione, la Russia potrebbe attaccare prima del completamento del percorso formale di adesione alla Nato dei due Paesi scandinavi, ma ad esempio il Regno Unito si è già impegnato a intervenire a loro supporto anche prima dell’accettazione dell’adesione alla Nato. Anche Mario Draghi ha detto al termine dell’incontro con la premier finlandese Sanna Marin: «Noi come altri Paesi della Nato saremo impegnati nel garantire e difendere la sicurezza della Finlandia. Cosa questo comporti lo vedremo ma è un impegno che c’è e non ha condizioni».

L'analisi

Secondo un’analisi del Daily Mail l’esercito finlandese rappresenta una risorsa importante, è piccolo «ma altamente specializzato, pensato con quasi l’unico scopo di sconfiggere un’invasione russa. Il Paese ha poco più di 20.000 militari attivi ma mantiene un’enorme riserva: tutti gli uomini di età inferiore ai 30 anni devono prestare almeno un anno nelle forze armate». La Finlandia, d’altra parte, ha imparato a convivere con la costante minaccia da Est, visto che il 30 novembre 1939 Stalin ordinò di attaccare il Paese scandinavo per quella che passò alla storia come la Guerra d’inverno, che terminò con la cessione da parte dei finlandesi con il 10 per cento del proprio territorio.

Forte di questa esperienza, la Finlandia non si fida di Putin e dei russi, potenzialmente può portare a 280mila i soldati a disposizione, ma mobilitarne fino a 900mila. Scrive il britannico Daily Mail: «Helsinki comanda anche la più vasta gamma di artiglieria d’Europa, inclusi più di 700 obici insieme a dozzine di mortai pesanti e sistemi di lancio multiplo. Possiede anche grandi quantità di missili antiaerei». Ha acquisito 64 caccia F-35 americani di ultima generazione e ha un servizio di intelligence militare considerato di altissimo livello nello spionaggio nei confronti della Russia. La Svezia ha meno uomini, ma possiede sottomarini e navi d’attacco. Inoltre, la posizione dei due Paesi amplia notevolmente il raggio di azione della Nato. 

 

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