Iran, il generale Petraeus: «Uccisione di Soleimani più importante di quella di Bin Laden e Al Baghdadi

«Più rilevante dell'uccisione di Osama Bin Laden e perfino di Al Baghdadi». Così il generale David Petraeus commenta il raid Usa con cui...

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«Più rilevante dell'uccisione di Osama Bin Laden e perfino di Al Baghdadi». Così il generale David Petraeus commenta il raid Usa con cui è stato assassinato Qassem Soleimani. In un'intervista a Public Radio International (Pri), l'ex comandante delle forze Usa in Iraq e Afghanistan ed ex direttore della Cia sottolinea come Soleimani sia stato il «più significativo avversario iraniano» degli Usa negli ultimi anni e la «più significativa e importante» figura iraniana nella regione. Difficile, per Petraeus dare una valutazione completa della decisione presa dal presidente Donald Trump. «Non sono al corrente delle informazioni di intelligence che sono alla base della decisione», dice, pur ritenendo quella della Casa Bianca una «azione difensiva», ma anche improntata a «ristabilire la deterrenza, che chiaramente si era in una certa misura indebolita» a seguito delle recenti azioni iraniane. «Sono certo che ci sono state molte discussioni sul modo in cui potevamo mostrare agli iraniani nel modo più significativo che facciamo sul serio, che non devono continuare con questa escalation», afferma l'ex generale Usa.


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Anche la Gran Bretagna è in linea con gli Usa sull'uccisione del generale iraniano. Il ministro degli Esteri britannico Dominic Raab dice parlando con Sky News: «Era una minaccia per la regione. Capiamo la posizione nella quale si sono trovati gli Stati Uniti. Hanno il diritto di difendersi», ha detto il ministro spiegando di aver parlato dei fatti con il presidente iracheno e i suoi colleghi di Francia e Germania. «Il nostro obiettivo - ha detto ancora il ministro degli Esteri britannico - è la de-escalation e la stabilizzazione. Di questo ho parlato con i nostri amici europei ed americani». Nessuno vuole una guerra in Medio Oriente, ha sottolineato Raab. «Nessuno ne beneficerebbe tranne i terroristi, l'Isis in particolare. Per questo stiamo lavorando con tutti i partner, americani, europei e della regione, per far arrivare questo messaggio».

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Il Messaggero