Guerra Ucraina, le mosse di Putin dopo la presa di Avdiivka: l'offensiva russa si sposta su tre nuovi fronti

Dopo la presa dell’ultima città-simbolo della resistenza ucraina nella regione del Donetsk, il presidente russo Vladimir Putin pensa alle prossime mosse, deciso ad approfittare dello stallo nelle procedute di stanziamento dei fondi occidentali destinati a Kiev

Guerra Ucraina, le mosse di Putin dopo la presa di Avdiivka: l'offensiva russa si sposta su tre nuovi fronti
Dopo la presa di Avdiivka, l’ultima città-simbolo della resistenza ucraina nella regione del Donetsk, il presidente russo Vladimir Putin pensa alle prossime mosse,...

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Dopo la presa di Avdiivka, l’ultima città-simbolo della resistenza ucraina nella regione del Donetsk, il presidente russo Vladimir Putin pensa alle prossime mosse, deciso ad approfittare dello stallo nello stanziamento dei fondi occidentali destinati a Kiev. Secondo l’Institute for the study of war (Isw), il think tank con sede a Washington, infatti «i ritardi negli aiuti occidentali per la difesa dell’Ucraina aiutano i russi a lanciare operazioni opportunistiche su diverse aree della linea del fronte». Vengono indicati in particolare tre settori presi di mira da Mosca. Il primo è la zona lungo il confine fra gli oblast di Kharkiv e Luhansk, in direzione di Kupyansk e Lyman, il secondo sono le aree attorno ad Avdiivka, il terzo è vicino Robotyne nell’oblast di Zaporizhzhia.

 

L'analisi

L’Isw sottolinea tuttavia che in quattro mesi i russi sono avanzati meno di dieci chilometri e che gli ucraini saranno capaci di stabilire nuove linee difensive. Una comunicazione diversa nei toni rispetto a quella riferita da Mosca, che ha parlato trionfalmente di come l’esercito di Putin sia riuscito ad avanzare per oltre otto chilometri dopo aver «liberato» la città di Avdiivka: «Il 17 febbraio, durante le operazioni di offensiva, nostre unità hanno liberato la città di Avdiivka e sono riuscite ad avanzare per 8,6 chilometri», ha affermato il ministero della Difesa di Mosca, come riportato dall’agenzia russa Tass.

 


Nella battaglia di Avdiivka, secondo il bollettino del think tank americano, ha pesato la scarsità di munizioni di artiglieria e di sistemi di difesa aerea, che ha impedito agli ucraini di fronteggiare l’avanzata nemica. E ancora: secondo l’Isw la mancanza di materiale e «il timore di una completa cessazione dell’aiuto militare americano hanno costretto le truppe ucraine a distribuire il materiale su tutta la linea del fronte, il che ha probabilmente incoraggiato i russi a sfruttare la situazione». Il think thank specifica però che le forze ucraine «saranno capaci di stabilire nuove linee difensive non lontano da Avdiivka» e saranno probabilmente in grado di tenere le nuove posizioni, di fronte a forze russe che hanno perso molti uomini nel corso dell’ultima battaglia: secondo le stime di Kiev gli avversari hanno perso su questo fronte 47mila uomini e 364 tank in quattro mesi, mentre milblogger russi parlano di 16mila soldati di Mosca uccisi.

L'offensiva

«La cattura russa di Avdiivka dopo quattro mesi di intense operazioni offensive mostra il modo in cui i russi perseguono operazioni offensive che non creano necessariamente le condizioni per ampi vantaggi operativi, ma costringono comunque gli ucraini a impegnare uomini e materiali per la difesa», si legge ancora nel bollettino, che conclude: «Le forze russe non hanno ancora dimostrato la capacità di avanzate operative significative, o di condurre rapide manovre meccanizzate su ampie porzioni di territorio».

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Il Messaggero