Genitori puniscono il figlio di sei anni negandogli il cibo: il bimbo muore, condannati

Genitori puniscono il figlio di sei anni negandogli il cibo: il bimbo muore, condannati
Quando è morto, Liam aveva solo sei anni e pesava meno di otto chili: ridotto a uno stato scheletrico, è stato ucciso dalla fame a cui lo avevano condannato da un...

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Quando è morto, Liam aveva solo sei anni e pesava meno di otto chili: ridotto a uno stato scheletrico, è stato ucciso dalla fame a cui lo avevano condannato da un anno e mezzo un padre e una matrigna diabolici, Michael Roberts e Georgena Roberts, entrambi 43enni, che poco dopo essersi sposati avevano cominciato a negargli sistematicamente il cibo come forma di punizione "correttiva" per le sue mancanze. Le "colpe" maggiori di Liam consistevano nel defecare e urinare, a volte, sul pavimento: non c'è da stupirsi che gli capitasse di farlo, vista l'atmosfera nella quale era costretto a vivere, insieme a tre fratelli e due fratellastri, nella sua casa di Jerseyville, in Illinois, dominata dal terrore delle punizioni e delle scenate. Lui e un fratellino di sette anni erano i bersagli preferiti: il più grande ha resistito, lui no. Il 3 novembre 2017 è morto per una "forma estrema di malnutrizione".


Ora, finalmente, Michael Roberts e Georgena Roberts, entrambi 43enni, sono stati condannati rispettivamente a 25 e a 20 anni di carcere. Il giorno in cui Liam morì, Georgina avvisò Michael che il bimbo stava molto male. Poi, come se nulla fosse, uscì per accompagnare i figli a scuola. Solo dopo molte ore il piccolo fu portato in ospedale, ma ormai era troppo tardi. Dopo la sua morte in tanti hanno testimoniato, raccontando di essersi accorti di come il bimbo fosse sempre affamato e di come, specialmente a scuola, mangiasse letteralmente tutto quello che trovava in terra. C'è da chiedersi perché non abbiano parlato prima, perché non abbiano denunciato la situazione alle autorità: se lo avessero fatto prima, forse Liam sarebbe ancora vivo. O forse no: perché anche le autorità, quando sono intervenute, hanno quasi fatto finta di non vedere, prendendo la questione sottogamba. Un medico intervenuto per un controllo stabilì che Liam pesava così poco per un semplice problema medico e chiuse la pratica. E anche gli agenti che, dietro segnalazione, effettuarono un controllo nell'abitazione non avviarono provvedimenti, pur avendo constatato che in casa non c'era quasi nulla da mangiare e che i bambini non erano in condizioni floride.

Nell'annunciare la sentenza, il giudice distrettuale capo Eric S. Pistorius ha descritto più volte il caso come "incomprensibile". Perché è difficile capire come in una piccola cittadina come Jerseyville nessuno si sia reso conto di nulla e come molti vicini abbiano potuto dichiarare di non sapere neanche dell'esistenza di Liam. L'impressione generale, insomma, è che in tanti, troppi, abbiano voltato la testa dall'altra parte. E' vero che la coppia ha sempre tentato di nascondere a controlli esterni Liam e l'altro fratellino punito con la privazione del cibo, ma resta difficile credere che nessuno abbia mai avuto la percezione che in quella casa qualcosa non andava.  

Kimn Roberts, madre biologica di Liam, era sotto choc durante la sua testimonianza: «Mio figlio è morto terrorizzato - ha detto - Era un bimbo bellissimo, quei due sono semplicemente esseri malvagi che vanno puniti». E suo figlio, Jacob Racel, ha sentenziato: «Credo davvero che Mike sia il diavolo fatto persona».
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Il Messaggero