Matrimonio d'estate, la parola d'ordine è leggerezza: ecco il look da perfetta invitata

Matrimonio d'estate, la parola d'ordine è leggerezza: ecco il look da perfetta invitata
ROMA - L’estate è la stagione dell’amore… e dei matrimoni. Con la consegna della partecipazione arrivano sempre anche i primi puntualissimi interrogativi...

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ROMA - L’estate è la stagione dell’amore… e dei matrimoni. Con la consegna della partecipazione arrivano sempre anche i primi puntualissimi interrogativi “E stavolta cosa mi metto?” In un mondo in cui tutti si improvvisano fashion blogger è bene ricordare almeno le regole base per un abbigliamento consono a quella che è sì una festa, ma molti dimenticano sia anche una cerimonia. La prima importante norma da tenere a mente è il rispetto nei confronti della sposa: divieto assoluto a colori troppo sgargianti come il rosso e il viola e un secco no anche al nero perché, benché elegante, è tutt’oggi considerato tradizionalmente funereo. Sperando che il bianco non arrivi neanche a sfiorare la mente delle invitate più egocentriche, per azzeccare lo stile adatto basterà aver presente che l’indiscussa protagonista della giornata dev’essere la sposa, anche se siete l’unica trentenne single rimasta nel raggio di chilometri. Le nuances giuste per un matrimonio estivo sono i colori pastello come il blush, il baby pink o il light blue; benvenuti il verde, il giallo o un mix di questi ultimi visto che il trend della stagione suggerisce stampe floreali micro o maxi dalle tonalità tenui.

 

Via libera a sobri abiti da cocktail o in alternativa ampie gonne midi dalla linea ad “A” se il ricevimento è informale; necessario il lungo soprattutto la sera se il matrimonio prevede un minimo di protocollo. In caso di perplessità sul proprio look potrà essere solo la sposa a fugare ogni dubbio. La sobrietà e la semplicità in un matrimonio sono gli unici veri sinonimi di eleganza, evitate dunque spacchi inguinali, mini dress dall’orlo imbarazzante, balze vaporose e strass dall’aspetto cheap: mai come in un matrimonio vige l’imperitura regola “less is more” (il troppo stroppia).
Se le invitate più glamour potranno osare con una tuta taglio palazzo, buon compromesso casual-chic ideale anche per la cerimonia religiosa, gli uomini potranno sbizzarrirsi solo e unicamente nel colore della cravatta. Vietati punti luce, tessuti setificati o cangianti e gemelli sfarzosi; ammesso il tight per i testimoni solo di giorno e se indossato dallo sposo. Guanti e cilindro lasciamoli in Inghilterra, così come i tanto amati cappellini stile Royal Ascot: secondo il galateo possono essere indossati nelle cerimonie formali di giorno solo dalla madre della sposa e, in caso, devono rimanere sulla testa delle ospiti per tutta la durata della festa.

Un trucco leggero e un’acconciatura discreta completano la mise dell’invitata perfetta, che non dimentica mai una preziosa stola da poggiare ad arte sulle spalle.
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Il Messaggero