Altaroma, a rischio le sfilate estive della Capitale: società in liquidazione, incognita sul futuro

Altaroma, a rischio le sfilate estive della Capitale: società in liquidazione, incognita sul futuro
La fashion week romana è a rischio. Anzi, allo stato attuale delle cose probabilmente non si farà. «AltaRoma», la manifestazione che organizza le...

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La fashion week romana è a rischio. Anzi, allo stato attuale delle cose probabilmente non si farà. «AltaRoma», la manifestazione che organizza le sfilate nella capitale, è in liquidazione.  E dire che solo lo scorso luglio Regione Lazio, Roma Capitale, Camera di Commercio di Roma e Agenzia Ice avevano dato notizia del potenziamento della manifestazione. Un potenziamento che, però, non sembra essere arrivato: dipendenti, accademie, scuole e giovani designer sono in attesa di sapere che ne sarà di loro. 

«​Roma ha delle potenzialità enormi. La missione di sostegno ai giovani talenti è un lavoro difficile che senza il supporto convinto e continuativo delle istituzioni non si può svolgere», aveva dichiarato la presidente Silvia Venturini Fendi al Messaggero. Tanto che durante la manifestazione dello scorso luglio si era addirittura parlato della nascita di una 'Fondazione' entro la fine dell'anno.

«Una struttura più aperta, più solida e che potrà lavorare tutto l'anno», raccontava il presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti. Proprio Tagliavanti ora fa sapere alla Dire che è in atto un dialogo con gli altri soci e si è in attesa che la Regione Lazio, la quale ha ribadito l'interesse alla creazione della fondazione, rafforzi il suo orientamento. In merito la vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli ha fatto sapere che «sono stati stanziati 500mila euro per la creazione dell'ente e di ulteriori 166mila euro per coprire le spese di esercizio»

Il Cians, il Coordinamento delle istituzioni Afam non statali, ed in particolare le Scuole di Moda rappresentate al suo interno, sono intanto sul piede di guerra. Così come i lavoratori del settore e chi in questi anni aveva auspicato un rilancio della moda nella Capitale. 

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Il Messaggero