Colori saturi e forme morbide, Olimpia Zagnoli firma la copertina del New Yorker

Colori saturi e forme morbide, Olimpia Zagnoli firma la copertina del New Yorker
"OZ vive a Milano. OZ ascolta T.Rex. OZ beve Coca Cola. OZ indossa strisce". Ma chi è OZ? OZ sta per Olimpia Zagnoli, che così si presenta su suo sito web...

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"OZ vive a Milano. OZ ascolta T.Rex. OZ beve Coca Cola. OZ indossa strisce". Ma chi è OZ? OZ sta per Olimpia Zagnoli, che così si presenta su suo sito web scritto da  Laurie Rosenwald . Stile asciutto, ironico, superfresco, pieno, colori saturi, superfresco per l'artista, nata 35 anni fa a Reggio Emilia, due grandi occhi incorniciati da iconici occhiali tondi,  che ora ha firmato nientemeno che la leggendaria copertina del New Yorker  e lo ha fatto in occasione della settimana del Pride.  La giovane illustratrice italiana, figlia di artisti e di ispiratori come Bruno Munari e  Paul Round, è così entrata nell'olimpo dei  graphic designer, con una barra innalzata da maestri come Saul Steinberg di «Veduta del Mondo da 9th Avenue» e Art Spiegelman del «Bacio» di San Valentino tra un ebreo hassidico e una donna nera, eco delle tensioni di Crown Heights. Al magazine Zagnoli -  che ha collaborato con il New York Times, il Washington Post, Rolling Stone e il Guardian, oltre che per il New Yorker-  ha raccontato come ha cominciato a disegnare: «Fin da bambina, con qualsiasi strumento su qualsiasi supporto - dai bastoncini di legno sulla sabbia ai rossetti sullo specchio - anche grazie all'influenza dei miei genitori. Il mio lavoro è interpretare quello che vedo e tradurlo in immagini che evochino non solo il soggetto, ma la cultura che lo circonda. Disegnare due donne che si baciano come individui colorati, forti, impenitenti e libere è il mio modo di contribuire a una rappresentazione più onesta delle persone sui media».

Negli ultimi anni si è fatta conoscere anche fuori dall'Italia collaborando con il New York Times, il Washington Post, Rolling Stone e il Guardian, oltre che per il New Yorker. In Italia, su tema LBGT, ha realizzato la scatola della pasta Barilla in edizione limitata che mostra due donne che si baciano sopra un piatto di spaghetti.  La Zagnoli ha realizzato i progetti più vari, spaziando dal design, con il padre ha creato la linea Clodomiro che poi è anche il nome del suo papà,  alla moda, per esempio con Prada. Non solo: è suo il manifesto della prossima Barcolana,  la storica regata velica internazionale aperta a tutti che si svolge nel Golfo di Trieste, quest’anno il 13 ottobre 2019. L’immagine della manifestazione, affidata ogni anno alla creatività di un artista diverso, aveva già fatto parlare molto di sé nel 2018 quando, in occasione del cinquantesimo anniversario, era stata chiamata Marina Abramovic, che con lo slogan “Siamo tutti sulla stessa barca” aveva scatenato terribili polemiche leghiste. Quest’anno, invece, si torna a un’immagine più serena – ma non per questo meno impegnata – grazie all’opera dell’illustratrice Olimpia Zagnoli. E' infatti  anche un omaggio a Umberto Saba, il poeta di Trieste che aveva descritto questa città come “un ragazzaccio aspro e vorace, con gli occhi azzurri e mani troppo grandi per regalare un fiore”.
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Il Messaggero