Istat, in Italia mamme penalizzate: lavora solo il 57%

In Italia le donne sono pesantemente penalizzate riguardo alla possibilità di conciliazione dei tempi da dedicare al lavoro con quelli alla famiglia: il tasso di...

OFFERTA SPECIALE

2 ANNI
159,98€
40€
Per 2 anni
SCEGLI ORA
OFFERTA MIGLIORE
ANNUALE
79,99€
19€
Per 1 anno
SCEGLI ORA
 
MENSILE
6,99€
1€ AL MESE
Per 6 mesi
SCEGLI ORA

OFFERTA SPECIALE

OFFERTA SPECIALE
MENSILE
6,99€
1€ AL MESE
Per 6 mesi
SCEGLI ORA
ANNUALE
79,99€
11,99€
Per 1 anno
SCEGLI ORA
2 ANNI
159,98€
29€
Per 2 anni
SCEGLI ORA
OFFERTA SPECIALE

Tutto il sito - Mese

6,99€ 1 € al mese x 12 mesi

Poi solo 4,99€ invece di 6,99€/mese

oppure
1€ al mese per 6 mesi

Tutto il sito - Anno

79,99€ 9,99 € per 1 anno

Poi solo 49,99€ invece di 79,99€/anno
In Italia le donne sono pesantemente penalizzate riguardo alla possibilità di conciliazione dei tempi da dedicare al lavoro con quelli alla famiglia: il tasso di occupazione delle madri tra 25 e 54 anni che si occupano di figli piccoli è del 57% a fronte dell'89,3% dei padri. Lo rileva l'Istat.


Inoltre, le diverse dinamiche occupazionali tra madri e donne senza figli sono più evidenti nel Mezzogiorno (16% il divario) e più contenute a Centro e Nord (rispettivamente 11% e 10%).
L'11% delle donne con un figlio non ha lavorato per seguire la famiglia. Un valore decisamente superiore alla media europea (3,7%)

Lavoro, gli uomini nel privato guadagnano il 44 per cento in più delle donne

Discriminate o licenziate: sempre più mamme restano senza lavoro

Nel Mezzogiorno, una donna su cinque con almeno un figlio dichiara di non aver mai lavorato per potersene prendere cura. In questa stessa area del Paese si registra anche la quota più alta di donne che dichiarano di non lavorare per motivi non legati alla cura dei figli (12,1% rispetto al 6,3% della media italiana e al 4,2% della media europea). Le differenze sono evidenti al variare del titolo di studio. Tra le madri con almeno la laurea, sono decisamente più basse le quote di quelle che non hanno mai lavorato in generale e, in particolare, per prendersi cura dei figli, mentre è più elevata la quota di quelle che hanno avuto una interruzione lavorativa.


  Leggi l'articolo completo su
Il Messaggero