Macerata, sinistra in piazza contro il razzismo

«Non rispetteremo l'annullamento della manifestazione prevista a Macerata il 10 febbraio, perché non è solo sbagliato ma politicamente e socialmente gravissimo. Il 10 saremo a Macerata e manifesteremo. Perché non è vero, come qualcuno afferma, che con l'annullamento si mette sullo stesso piano fascismo e antifascismo. È peggio. Si umilia la portata democratica e storica dell'antifascismo e si sottovalutano, per volontà o per miopia politica, le azioni dei fascisti e dei razzisti». Lo dichiara Manuela Palermi del Pci, aderente alla lista «Potere al Popolo». «La scelta di Potere al Popolo di mantenere la manifestazione trova la massima adesione del Partito Comunista Italiano che sarà presente con i suoi militanti ed i suoi dirigenti a difesa della democrazia italiana e della Costituzione repubblicana», conclude.

Pd «L'Anpi e le associazioni promotrici dell'appello 'Mai più fascismì definiranno nelle prossime ore i dettagli per una grande manifestazione nazionale. Il Partito Democratico annuncia fin da ora che sarà presente con convinzione alla mobilitazione e si impegna a promuovere già dai prossimi giorni presenze nei territori per ribadire con forza i valori della Costituzione e del tricolore». Lo annuncia il vicesegretario del Partito Democratico Maurizio Martina.

DemA Una rappresentanza del movimento demA, di cui è presidente il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, sarà a Macerata sabato 10 febbraio alla manifestazione antirazzista e antifascista. Lo annuncia il movimento in un tweet in cui si legge: «Saremo con le migliaia di persone che non si fanno intimidire e che non barattano la difesa dei valori della Costituzione repubblicana con preoccupazioni che ci sembrano esclusivamente legate al consenso elettorale».

Anpi. «Ci siamo trovati estremamente in imbarazzo, perché l'invito è giunto tardivamente, quando ormai la macchina organizzativa era già in parte in moto ed è giunto in una situazione dove, negando le agibilità, soprattutto alle manifestazioni antifasciste dopo quanto di drammatico è successo a Macerata, si rischia in termini di rottura della convivenza civile»: Lo ha detto Carlo Ghezzi del Comitato nazionale Anpi parlando a 'Effetto Giornò, su Radio 24, relativamente alla richiesta del sindaco di Macerata di annullare tutte le manifestazioni. «Certo, di fronte all'appello del rappresentante maggiore di una comunità, che ci dice di una città frastornata e di una difficoltà a realizzare un rapporto tra la città e la manifestazione, ci siamo consultati con altre organizzazioni - ha aggiunto l'esponente dell'Anpi - che con noi hanno promosso la manifestazione con la Cgil, Libera e l'Arci. E a malincuore, molto amareggiati, abbiamo infine deciso di accettare questo invito e a cambiare in qualche modo gioco e a preparare una grande manifestazione nazionale con le 23 associazioni del 'Coordinamento mai più fascismì, in grado di dare una risposta ancor più alta di quella che già realisticamente si è in grado di dare in quel di Macerata». Sui tempi per la manifestazione ha poi annunciato: «domattina riuniremo le 23 associazioni e penso la organizzeremo in tempi più rapidi possibili perché qui la situazione è complicata e abbiamo bisogno di parlare al Paese, di tenere alte le nostre voci per condannare quanto successo e per dire davvero mai più fascismi, perché è stato incredibile quanto accaduto. Ma anche - ha concluso Ghezzi -le solidarietà che sono state riversate subito sull'autore di quel misfatto così terribile».

Fiom (Cgil) «La Fiom sarà sabato a Macerata con la segreteria nazionale e le delegazioni territoriali in difesa del diritto costituzionale a manifestare». Lo fa sapere lo stesso sindacato dei metalmeccanici della Cgil, spiegando che la delegazione sarà guidata dal segretario generale Francesca Re David. «Saremo presenti, come sempre, con le nostre modalità pacifiche, aperte e inclusive. Non è accettabile - sottolinea la Fiom in una nota - mettere sullo stesso piano le manifestazioni antifasciste e le marce squadriste e razziste. Gli spazi di partecipazione democratica contro l'odio e la violenza non possono essere mai trattati come un problema di ordine pubblico». È necessaria, prosegue la Fiom, «una forte risposta democratica e pacifica alla violenza fascista e razzista sempre più dilagante nel nostro Paese, dando forza alla grande manifestazione nazionale, già annunciata e prevista a Roma, per ribadire e affermare i valori dell'antifascismo sanciti dalla nostra Costituzione».

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