Roma, la designer Marta Ugolini: l’unica donna-fabbro

Sei anni fa ha deciso di stravolgere la sua vita, lasciando l’azienda dove era assunta con un contratto a tempo indeterminato, per cominciare a esprimersi, da artigiana, attraverso le sue insolite creazioni: 46enne romana, Marta Ugolini oggi è l'unica donna-fabbro della Capitale che realizza opere d'arte saldando il ferro. Una designer affermata, grazie alla sua capacità di entrare con discrezione negli ambienti attraverso i suoi lavori. Su tutti, le “SCRAPS”, badili d’acciaio riadattati a sedie che strizzano l’occhio alle curve femminili, opere pensate per uno spazio abitativo industriale o per un arredo più raffinato, anche nei giardini. La scelta di impiegare la lega e di riadattare gli strumenti di lavoro a delle funzioni diverse rispetto al loro uso originario, risponde all’esigenza della Ugolini di puntare sulla riqualificazione dei materiali. Ma anche di realizzare pezzi che siano polifunzionali e scomponibili, con diverse finalità, dalle librerie, che possono essere a parete o a terra, fino ai porta-bottiglie che diventano tavoli.
 

Ancora, la purezza delle forme geometriche, mai complesse, rendono le opere dell’artista degli elementi di rottura e in controtendenza rispetto alla mania per il dettaglio dell’artigianato classico. Le sue creazioni sono adattate alle esigenze del cliente, senza mai rinunciare a un’interpretazione artistica della designer. Pezzi unici, frutto di un processo creativo messo in atto da una donna che si definisce “impulsiva e passionale”: «Grazie a questo mio modo di essere, sono riuscita a farmi strada in un settore prettamente maschile, come quello della lavorazione e della saldatura del ferro – spiega la Ugolini – Ovvero di una materia che si forgia solo con la determinazione», aggiunge la designer capitolina che si esprime in una casa-laboratorio immersa nella natura alle porte di Roma.

Marta oggi rappresenta una storia di successo dell’artigianato Made in Italy che diventa arte. Una bella pagina, la sua, che parla del coraggio di ricominciare da zero per inseguire un sogno, e della capacità di realizzarlo attraverso oggetti d’arredo fatti di un elemento apparentemente ostile, ma da cui la designer ha tirato fuori potenzialità nelle forme e femminilità nello stile. Opere che esprimono leggerezza, ma anche fatica, sudore, paura e vita, quella di chi ama confrontarsi persino con i metalli. «Perché il ferro è versatile, se lo sai gestire. In qualche modo relazionarmi con lui, è un po’ come avere a che fare con me stessa», conclude la donna-fabbro che gioca con la durezza dei materiali e ne tira fuori tutta la loro eleganza.
 

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