Fa riparare l'auto, ma il conto è troppo salato e decide di non pagare: minacciato di morte dal meccanico

Meccanico di Ferentino finisce sotto processo

Fa riparare l'auto, ma il conto è troppo salato e decide di non pagare: minacciato di morte dal meccanico
Minaccia di morte un cliente che non voleva pagare il conto della riparazione dell’auto perché troppo esoso, meccanico di 35 anni residente a Ferentino finisce sotto...

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Minaccia di morte un cliente che non voleva pagare il conto della riparazione dell’auto perché troppo esoso, meccanico di 35 anni residente a Ferentino finisce sotto processo. I fatti risalgono al luglio di due anni fa, quando un sessantenne, anche lui residente nella città gigliata, aveva portato la sua vettura dal meccanico perché da qualche tempo gli stava dando problemi al motore. E siccome da lì a breve sarebbe dovuto partire per le vacanze, aveva deciso di metterla a punto prima di intraprendere il lungo viaggio verso che aveva come mèta il mar Adriatico. I problemi sono sorti quando il meccanico gli ha presentato il conto: 2200 euro. A detta del cliente rispetto a quello che aveva dovuto sistemare ma soprattutto a quello che aveva preventivato, era veramente troppo salato. Così proprio a causa di quella somma che avrebbe dovuto versare, i due avevano cominciato a litigare.

La discussione però è degenerata al punto che erano volate parole molto grosse. Il debitore, dal canto suo, non era intenzionato assolutamente a cedere. Anche perché pagando quella somma di denaro avrebbe sicuramente dovuto ridurre i suoi giorni di vacanza e questo non poteva accettarlo. Quando però il meccanico ha minacciato di dare fuoco alla sua vettura, di fargli saltare in aria la casa e di farlo a pezzi se lo avesse incontrato per strada, il sessantenne ha cominciato a temere veramente per la sua incolumità. Per tale motivo ha fatto scattare la denuncia per il reato di minacce personali gravi. Nei giorni scorsi a conclusione delle indagini il meccanico è finito alla sbarra.

L’imputato, che sarà rappresentato dall’avvocato Antonio Ceccani continua a rivendicare quel denaro che a suo dire, gli spettava di diritto. Per rimettere a posto il motore di quella macchina aveva impiegato tanti giorni. Dunque doveva essere pagato per il lavoro svolto. Non la pensa allo stesso modo il cliente che oltre ad essere stato minacciato avrebbe sostenuto che il meccanico aveva triplicato il prezzo della prestazione. Spetterà adesso al legale difensore smontare tutto il castello accusatorio nei confronti del suo assistito. L'udienza davanti al giudice di pace è stata fissata per il prossimo 2 ottobre.

 

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Il Messaggero