Foglie bagnate sulle strade, basterebbe raccoglierle

«Per noi, obbligati a scegliere la moto come arma antitraffico, le foglie e la pioggia rappresentano una sfida estrema: con le due ruote è come correre su una lastra di ghiaccio, la caduta sempre in agguato», sintetizza il professor Gianluca Grazi, bisturi di prima grandezza, primario all'Ifo. E chiude: «Guido a passo d'uomo, terrorizzato». Centinaia di migliaia di romani come lui. La Capitale è sommersa da foglie di platano, cadute da alberi non potati che si imbevono di pioggia formando a terra un tappeto vischiosissimo. Al netto degli allagamenti a causa di caditoie intasate basterebbe il rischio di incidenti rovinosi per dichiarare l'emergenza, che a Roma sta per normalità. E dire che l'inverno e i suoi effetti erano, con consolidata probabilità, previsti. Capita ogni anno che a novembre piova. E che le foglie cadano. In Campidoglio l'evento temporali ha prodotto solo alcuni ritocchi nell'organizzazione: pochi mezzi, personale insufficiente, appalti in ritardo, tutto o quasi rimandato all'estate, quando sarà il guano degli uccelli a rendere viscidi i sampietrini. Mentre si fa più larga la ricerca di visioni di prospettiva per la città, ecco che dobbiamo attardarci impietosamente nell'analisi delle foglie che cadono ovunque ci sono gli alberi ma che, altrove, vengono semplicemente raccolte. E nessuno ne parla perché è naturale che sia così. Sindaca, parli con il Meteo: chieda se prossimamente dobbiamo temere le foglie miste a neve. Sarebbe un inedito anche per la sua Giunta.
paolo@graldi.it

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