Salvini, consiglio federale Lega conferma fiducia: «Per lui un ministero di peso»

Alla riunione del federale, durata oltre 4 ore, nessuno ha messo in discussione la segreteria, ma il partito è in subbuglio

Salvini, consiglio federale Lega conferma fiducia: «Per lui un ministero di peso»
Salvini sì, Salvini no? «Salvini sì», per dirla con il presidente delle Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. Almeno per il...

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Salvini sì, Salvini no? «Salvini sì», per dirla con il presidente delle Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. Almeno per il momento. Dopo il tracollo elettorale della Lega al voto di domenica, il Consiglio federale del Carroccio si è riunito in via Bellerio a Milano. Una riunione fiume durata quasi quattro ore. In cui «abbiamo discusso dei congressi», dice Fedriga. Ma la domanda che tutti si pongono è quale sarà il destino di Matteo. E il consiglio federale ha confermato «piena fiducia» nel leader attuale.

 

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IL COMUNICATO

«La Lega potrà recuperare il consenso grazie ai risultati che otterrà nel governo di centrodestra - e Matteo Salvini avrà un ruolo fondamentale - ripartendo anche dall'ascolto del territorio e dalla valorizzazione dei tanti amministratori a partire dai governatori», il comunicato della Lega, al termine del consiglio federale.

 

 

IL VERTICE

ll diretto interessato, Matteo Salvini, ha lasciato via Bellerio senza rilasciare dichiarazioni. E' andata «benissimo» ha detto dopo il governatore Fontana anche Fedriga. «La richiesta della Lega che esce dal direttivo federale è che il nostro segretario Matteo Salvini abbia un ministero di peso», è «il miglior modo per rilanciare la nostra azione politica», ha riferito il capogruppo leghista alla Camera, Riccardo Molinari, al termine del vertice. Quale ministero, «si deciderà con gli altri partiti». Ma «non è un avviso a Giorgia Meloni: è un'ovvia richiesta, visto che siamo alleati e abbiamo vinto insieme e le elezioni. Siamo il secondo partito della coalizione». «Credo che convenga a tutti che queste richieste vengano esaudite perché un partito che ha vinto le elezioni insieme agli alleati possa esprimere i ministri che ritiene - aggiunge Molinari - È naturale che la Lega chieda che il suo uomo di punta faccia parte del governo. Poi se sarà vicepremier lo vedremo. La richiesta di oggi è che faccia parte del governo con un ruolo importante». Che Salvini resti segretario «non è mai stato in discussione: tutti hanno ribadito la fiducia al segretario». Che ci sia un «momento di scoramento è normale, dal momento che il risultato non è stato esaltante» per la Lega. Ora «dobbiamo analizzare quelli che sono stati gli errori, ripartire da quelli e rilanciare l'azione del partito».

 

Durante il meeting sono state anche analizzate le cause del calo di consensi «che ovviamente non ci fa piacere». «Abbiamo valutato quali sono gli elementi positivi per ripartire e ragionato su come rilanciare la nostra azione di governo». 

 

 

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