Bonus Renzi riassorbito nelle detrazioni e riforma dell'Irpef: redditi tra 15mila e 28mila euro a rischio

Bonus Renzi riassorbito nelle detrazioni e riforma dell'Irpef, redditi tra 15mila e 28mila euro a rischio

La prossima riforma del fisco, con i 7/8 miliardi di euro messi in campo dal governo Draghi nella Manovra, è destinata a cambiare profondamente il sistema. Non più cinque aliquote Irpef, ma quattro con percentuali ridotte e poi tre dal 2022, con risparmi fino a 920 euro all'anno per la classe media. Ma mentre i tecnici sono al lavoro per definire i dettagli, si fa sempre più pesante l'incognita Bonus Renzi (prima da 80 e poi da 100 euro al mese), che molto probabilmente verrà riassorbito nelle detrazioni da lavoro dipendente. Un'operazione, che, stando alle ultime indiscrezioni, potrebbe anche rischiare di azzerare i vantaggi fiscali determinati dalle nuove aliquote Irpef per i redditi da 15mila a 28mila euro.

 

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Bonus Renzi, l'incognita del riordino delle detrazioni

A chi ha un lavoro dipendente, con un reddito annuo tra gli 8.174 euro e i 28mila euro spetta un bonus da 100 euro mensili in busta paga (con riduzione progressiva fino ad arrivare a 40mila euro annui). Si tratta dell'ex Bonus Renzi, riformato con la Legge di Bilancio 2020. Il probabile riassorbimento nelle detrazioni per lavoro dipendente, secondo Luigi Marattin, deputato di Italia Viva e presidente della commissione Finanze della Camera, potrà semplificare il sistema ed evitare «salti di aliquota marginale effettiva», cioè uno scatto sotto i 8.174 euro che non porta ad alcun beneficio.

 

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«Il bonus - spiega a Il Messaggero l'esperto della Fondazione studi Consulenti del lavoro Giuseppe Buscema- non scatta se non c'è debito d'imposta e oggi non ne godono gli incapienti sotto la soglia minima. Dalle ultime indiscrezioni sembra che l'idea sia quella di concedere il bonus a tutti fino a 15mila euro, facendolo perdere, forse, a chi percepisce tra i 15mila euro e i 28mila. In questo modo loro potrebbero perdere i benefici delle nuove aliquote Irpef. L'auspicio è che si facciano bene i calcoli: lavorando con il bilancino sulle detrazioni familiari che verranno inserite nell'assegno unico e le altre da lavoro dipendente».

Aumentando quelle per chi guadagna queste cifre, aggiunge Buscema «si potrebbe evitare per una fascia di reddito medio-bassa una riduzione dei benefici o addirittura un aggravio fiscale».

 

Taglio Irpef, il riordino delle aliquote

I vantaggi più significativi del taglio dell'Irpef, non considerando le detrazioni, riguarderanno a partire dal 2022 circa 7 milioni di contribuenti. In particolare sarà particolarmente favorito chi percepisce un reddito tra i 30mila e i 50mila euro annui, con il "guadagno" che scende quando si supera quella soglia. Ad esempio in una famiglia dove lavora solo una persona, con un reddito annuo di 30mila euro, il risparmio sarebbe di 320 euro all'anno, cioè 27 al mese. Se poi il marito o la moglie guadagna 25mila euro, si aggiungerebbe una riduzione di 200 euro l'anno, cioè 17 euro al mese. Il risparmio salirebbe al crescere del reddito, fino alla soglia dei 50mila. Con quella cifra si pagherebbero 920 euro in meno ogni 12 mesi, cioè 77 euro di risparmio ogni 30 giorni. 

 

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Sopra i 50mila euro annui il guadagno scenderebbe. Chi percepisce 75mila euro annui potrebbe guadagnare 260 euro, 22 al mese. Secondo l’Istat l’imposizione fiscale calerebbe dell’1,6% rispetto al 2020.

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