Caos Pd, Calenda in campo: mi iscrivo, partito da risollevare. E Serracchiani lascia la segreteria

Di buon mattino Carlo Calenda, dopo lo tsunami nel Pd per le dimissioni annunciate da Matteo Renzi, twitta rispondendo a chi gli chiede di fondare un partito: «Non bisogna fare un altro partito ma lavorare per risollevare quello che c'è. Domani mi vado ad iscrivere al Pd». Nelle stesse ore arriva la notizia delle dimissioni di Debora Serracchiani dalla segreteria del Pd.
 
Immediate le reazioni entusiaste per la decisione del ministro dello Sviluppo economico, termometro di una temperatura molto alta nel Partito democratico. «Grazie Carlo», twitta a stretto giro il premier Paolo Gentiloni. Ed il vicesegretario del Pd Maurizio Martina, cinguetta a sua volta: «La scelta giusta, grazie Carlo Calenda».

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«Preparo il comitato d'accoglienza! Che bella notizia Carlo Calenda! Si riparte alla grande», manifesta invece il suo entusiasmo, sempre su Twitter, Matteo Richetti, portavoce della segreteria del Partito democratico. «È molto bello ed importante che in un momento difficile ci sia chi vuole dare il proprio contributo al Pd, al suo pluralismo e al suo rafforzamento. Benvenuto a Carlo Calenda», commenta Anna Finocchiaro, ministro per i Rapporti con il Parlamento.

LE DIMISSIONI DI SERRACCHIANI
«Alla luce del risultato delle elezioni, per senso di responsabilità nei confronti di tutta la comunità del partito, ho preso la decisione di dimettermi dalla Segreteria nazionale del Pd», ha fatto sapere Debora Serracchiani, presidente del Friuli Venezia Giulia. «Oggi stesso - ha aggiunto - farò pervenire al segretario nazionale la lettera formale con cui comunico un atto che reputo? doveroso e improrogabile». 

Intanto Renzi, all'indomani delle "dimissioni congelate", fa sapere che non farà parte della delegazione Pd che salirà al Colle per le consultazioni: «Deciderà la direzione, io vado a sciare», ha detto a Circo Massimo su Radio Capital.

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