L'Aquila calcio, scempio senza fine: i soci disertano l'assemblea, Miani lasciato solo, giocatori infuriati

L’AQUILA - La cosa incredibile delle vicende legate all’Aquila calcio è che ogni volta si ha la sensazione di aver toccato il fondo e invece puntualmente succede qualcosa che abbassa ulteriormente questa indegna asticella. Dopo il 28 febbraio, e dopo innumerevoli altre, anche la data dell’8 marzo andrà ascritta tra quelle più nere della storia calcistica cittadina. Una scena da far tremare le vene e i polsi: l’amministratore David Miani che si presenta, intorno alle 17.20, negli uffici che ospitano varie imprese, tra cui la Chiodi costruzioni, luogo deputato allo svolgimento della decisiva assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio, dopo un’infinità di traccheggi e rinvii e dopo una meticolosa preparazione fatta di carteggi, contatti, ipotesi, congetture, strategie. Alle 17.34 Miani è salito sulla sua auto ed è mestamente andato via. Nessuno si è presentato all’appuntamento. La prima ipotesi è che il rinvio sia stato concordato poche ore prima in attesa di chiudere un possibile accordo con un soggetto, già interno alla società, desideroso di accollarsi la gestione. La seconda è quella che sorge spontanea alla luce di questa ennesima farsa: si è persa un’ulteriore, forse ultima, occasione per lanciare un minimo segnale di serietà, speranza, volontà di dare un futuro a questa realtà gloriosa. L’immagine di un amministratore lasciato completamente solo, abbandonato al proprio destino, umiliato e in questo modo sbeffeggiato, è l’emblema di quanto il destino rossoblù sia ormai bello che segnato.  Miani farebbe bene a dimettersi, senza perdere neanche un secondo. Invece una nota dice che sta valutando l’aggiornamento a data da destinarsi. C’è poi la cronaca. Che racconta dello stesso Miani rintanatosi in sede a colloquio con i giocatori e di una telefonata tra gli atleti, Battistini e il presidente Corrado Chiodi. Si preannuncia la possibilità di una loro dura presa di posizione imminente. Un caos totale: Ciocca, Maurizi e Cianca si sono dimessi dal ruolo di addetti alle relazioni esterne.  
 

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