Con un alligatore al guinzaglio vuole entrare allo stadio: ma lo «strano tifoso» viene lasciato fuori

L'incredibile caso a Philadelphia prima di una gara di baseball. Il proprietario: "Mi aiuta contro la depressione"

Con un alligatore al guinzaglio vuole entrare allo stadio: ma lo «strano tifoso» viene lasciato fuori
Un alligatore al gunzaglio: per questo a Philadelphia è stato negato l'ingresso a un tifoso che voleva assistere, con regolare biglietto, alla sfida tra i Phillies e i...

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Un alligatore al gunzaglio: per questo a Philadelphia è stato negato l'ingresso a un tifoso che voleva assistere, con regolare biglietto, alla sfida tra i Phillies e i Pittsburgh Pirates. Il motivo era che il tifoso in questione, tale Joie Henney, sarebbe voluto entrare con un animale di compagnia non proprio convenzionale, ovvero un coccodrillo tenuto al guinzaglio. Peraltro una presenza per lui necessaria, a quanto pare, in questa surreale storia. Il fatto è successo a margine di una partita di Major League Baseball.

Alligatore allo stadio, la storia di Henney

 

Mercoledì sera Henney si è presentato all'ingresso del Citizens Bank Park per vedere partita di baseball della sua squadra preferita, ma il suo accompagnatore speciale gli ha impedito di entrare. Glielo ha proibito, oltre al buon senso abbastanza intuitivo, il regolamento al riguardo dei Phillies, che sul sito ufficiale recita: «I cani guida, gli animali di servizio o gli animali di servizio in addestramento sono i benvenuti. Tutti gli altri animali sono vietati».

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Non c'è stato niente da fare dunque per Wally – questo il nome dell'alligatore portato allo stadio dal tifoso – visto che non rientrava in nessuna delle categorie ammesse. Inutile il tentativo di far passare il rettile come "animale di servizio", anche se in realtà la sua presenza al fianco di Joie non è un vezzo o qualcosa di estemporaneo, ma una vera e propria esigenza dell'uomo. Si tratta infatti di un alligatore «di supporto emotivo», che aiuta il tifoso nella sua battaglia con la depressione. 

 

 

Henney ha raccontato qualche tempo fa quanto abbia bisogno del suo alligatore: «Il mio medico voleva prescrivermi delle medicine per la depressione e io odio prenderle. Avevo Wally e quando tornavo a casa e stavo con lui, andava tutto bene. Il mio medico sapeva di Wally e pensava che funzionasse, quindi perché no?». Joie ha il suo alligatore dal 2015 – quando aveva 14 mesi – e aiuta a salvare i rettili e trovare loro casa negli zoo e in altri sistemazioni: «Quando gira il naso verso di te, significa che si aspetta un bacio. Ha un carattere dolcissimo». Allo stadio difficilmente avrebbero gradito la sua presenza.

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Il Messaggero