24 febbraio 303 L'imperatore Galerio dà il via alla persecuzione dei cristiani

A Roma l'imperatore Galerio pubblica l'editto che dà il via alla persecuzione dei cristiani sotto il suo regno.
L'editto prescriveva: a) il rogo dei libri sacri, la confisca dei beni delle chiese e la loro distruzione; b) il divieto per i cristiani di riunirsi e di tentare azioni giuridiche; c) la perdita di carica e privilegi per i cristiani di alto rango che si rifiutassero di abiurare; d) l'arresto di alcuni funzionari statali. A seguito di una rivolta scoppiata a Melitene e in Siria, un secondo editto ordinò l'arresto del clero.

Un terzo editto mirò a svuotare le carceri sovraffollate da vescovi, preti, diaconi ed esorcisti; la condizione per il rilascio era però il sacrificio agli dei, e sebbene alcuni sopportassero persino la morte pur di non tradire la propria religione, alla fine le carceri furono svuotate. L'ultimo editto, all'inizio del 304, impose a tutti i cittadini dell'impero di sacrificare agli dèi; questo ordine fu però disatteso in Occidente, dove regnavano Massimiano e Costanzo.

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