Onde gravitazionali, un anno dopo la scoperta entra in funzione Virgo, il "cacciatore" italiano

di Enzo Vitale
E' stata definita la scoperta del secolo e ha sfiorato il Premio Nobel solo perchè la candidatura è stata presentata fuori tempo massimo. Ma non c'è dubbio che per il 2017, la rivelazione delle onde gravitazionali, ha già messo una grossa ipoteca sulla cerimonia che si svolgerà, come ogni anno, in Svezia il prossimo dicembre.

E' trascorso infatti un anno dall'annuncio e già arriva un'altra novità. Lunedì 20 febbraio, infatti, ci sarà l'inaugurazione di Advanced Virgo, il rivelatore di onde gravitazionali di seconda generazione che si trova a Cascina, in provincia di Pisa.

Lo strumento, dopo una prima fase di studio (è stato infatti realizzato nel 2003), sta ultimando un ammodernamento. Ora è entrato nella fase di messa a punto con la calibrazione di tutte le apparecchiature che lo compongono. Una volta operativo si unirà così nello studio delle onde gravitazionali insieme ai due interferometri americani Advanced LIGO.


(Una veduta aerea di Virgo, l'interferometro che si trova a Cascina in provincia di Pisa)

SI LAVORA GIORNO E NOTTE
Il nuovo e sofisticato strumento dell' Ego (European Gravitational Observatory),  finanziato dall'Infn (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dal Cnrs  (Consiglio nazionale delle ricerche francese) affiancherà nella ricerca gli altri due rivelatori posizionati in Usa: a Livingston, in Louisiana, e ad Hanford, nello stato di Washington. «Stiamo lavorando letteralmente giorno e notte, con tre turni al giorno di otto ore, compreso il week end per rispettare i tempi -ha detto Giovanni Losurdo, ricercatore dell'Infn e tra i responsabili del progetto avanzato Virgo-. Siamo coscienti che il nostro impegno sarà ripagato. L'abbiamo constatato l'anno scorso quando tutto il lavoro che abbiamo fatto quasi nell'oscurità, per oltre trent'anni, improvvisamente ha acquisito un significato universale e fondamentale per la ricerca scientifica».

IL QUARTO RIVELATORE DEL GIAPPONE
Per adesso, alla ricerca delle onde gravitazionali, è impegnato un team internazionale che ha messo a punto una sorta di triangolazione degli strumenti localizzati in Italia e in Usa. Ma nel 2018 al “terzetto” si dovrebbe aggiungere un altro impèortante e sofisticato strumento. Si chiama Kagra (Kamioka Gravitational Wave Detector) e verrà posizionato nella città di Hida, in Giappone. A differenza degli altri tre, l'interferometro made in Japan, sarà  costruito sottoterra.

(Il modello di Kagra, il rilevatore giapponese che entrerà in funzione nel 2018)


UN ANNO FA, LA SCOPERTA
Un  catastrofico impatto accaduto quasi un miliardo e mezzo di anni fa ci ha convinto a ripensare i nostri concetti di spazio e di tempo. Una collisione tra due buchi neri ha messo in luce un evento che gli scienziati di tutto il mondo aspettavano da decenni. Quel terribile “scontro” ha fornito la prova che le onde gravitazionali esistono. In quell'attimo, e in una frazione di secondo, nell'Universo è stata emessa l'energia pari a tre masse solari. Dunque Einstein aveva ragione: dopo 100 anni la sua teoria della relatività è stata confermata.

 Lo storico annuncio è stato dato giovedì 11 febbraio dell'anno passato nel corso di due conferenze congiunte, una in Usa e l'altra in Italia. Il nocciolo della scoperta si può condensare in questa semplice frase riferita all'inizio dei due vertici dell'epoca: «Le onde gravitazionali sono state rilevate per la prima volta il 14 settembre 2015 da due buchi neri in un sistema binario».

Comunque non solo Italia e Stati Uniti, la ricerca sulle onde gravitazionali coinvolge tuttora oltre mille ricercatori appartenenti a quasi 140 istituzioni di tutto il mondo.

enzo.vitale@ilmessaggero.it
Twitter: @enzotvitale
 
Domenica 12 Febbraio 2017 - Ultimo aggiornamento: 15-02-2017 00:18

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