Terrorismo, dalle app alle nuove chat: così la jihad beffa gli 007

di Andrea Andrei
Il fine del terrorismo è non farci sentire al sicuro nemmeno in casa nostra, anche se si tratta di una casa virtuale. Perciò non c'è da meravigliarsi se la nuova minaccia da parte dell'Isis abbia un nome rassicurante: privacy. Dopo gli attentati di Parigi, è iniziata una caccia convulsa agli strumenti che i terroristi islamici utilizzano per comunicare fra loro e diffondere la loro farneticante dottrina di morte. Internet per ovvie ragioni è una piazza privilegiata.

Esistono molti modi di comunicare in Rete, dalle e-mail alle chat, e queste ultime sono a loro volta un mondo complesso: si va dalle app su cellulare, alle comunicazioni tramite pc, fino alle conversazioni sulle console per videogiochi. E oggi il timore si è trasformato in certezza: i terroristi parlano fra di loro tramite questi strumenti. Tanto che il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha annunciato che il governo italiano ha stanziato misure straordinarie per la cosiddetta cyber-security.
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Sabato 28 Novembre 2015 - Ultimo aggiornamento: 13:01

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