Gessica Notaro: «Dall’incubo dell’acido ad AltaRoma, così mi rimetto in gioco»

di Alessandra Camilletti
Gessica ad AltaRoma, alla sfilata della maison Gattinoni. Qual è l’emozione di salire di nuovo in passerella?

«È la prima volta che sfilo dopo aver subito l’aggressione. Sarà un modo per rimettermi in discussione e per rimettermi in discussione anche nella mia femminilità. È davvero un bel tassello» sottolinea Gessica Notaro, classe 1990, emblema della battaglia contro la violenza sulle donne, aggredita e sfregiata con l’acido, al volto, dall’ex fidanzato, il 10 gennaio del 2017. Poco più di un anno fa. Oggi Guillermo Mariotto, designer della maison, ha voluto per lei un sensuale mini abito nero. 
 
 


Come vive l’attesa per questo momento alle Terme di Diocleziano?
«La sto vivendo bene, mi sento in forma e non vedo l’ora di fare questa cosa». 




E come si mantiene in forma?
«Ultimamente mi alleno ogni giorno, ritaglio sempre uno spazio per montare a cavallo e ho ripreso anche ad andare in palestra. Mi sto prendendo cura di me stessa».

In passerella sfilerà anche l’hashtag We Do It Together (e Time’s Up e Me Too), uomini e donne uniti nel rafforzare il ruolo della donna. Qual è il messaggio che oggi deve passare contro la violenza?
«Sono tanti i messaggi che devono passare. In questo caso, un grido di ribellione, almeno da parte mia e da parte delle donne che sfileranno in passerella. Il tentativo di certe persone di renderci vittime e di annullare la nostra identità è un tentativo vano. La femminilità e la sensualità sono ben altro, non solo il ben visino, ma un contesto e un modo di porsi che si ha dentro e che non può essere cancellato».

Alcuni giorni fa il giudice ha depositato le motivazioni della sentenza di condanna a Tavares (10 anni in abbreviato), in cui si rimarca la volontà, da parte del suo ex, di distruggere la sua anima. Qual è nella quotidianità la sua risposta alla violenza?
«La mia risposta è che nessuno può distruggere la mia anima che è troppo forte e che ha fede. La malvagità non può sconfiggere la mia anima».

Qual è stata la sua spinta per reagire? 
«Fede, animali, musica».

Si è ritrovata nella Fede dopo l’aggressione?
«Avevo fede prima e oggi ne ho ancora di più». 

Mariotto era nella giuria di Miss Italia nel 2007, proprio quando era in concorso lei. Com’è stato ritrovarlo?
«Molto bello. Innanzitutto è latinoamericano ed essendo io di origine argentina trovo in lui molta energia, un feedback positivo. Già all’epoca mi faceva molta simpatia». 

Avete scoperto anche un lato in comune.
«Siamo entrambi persone di Fede. È bello incontrare persone che hanno una fede particolare, una devozione. È stato bello conoscerlo meglio: la Fede è una cosa molto intima, una persona decide di parlarne quando trova di fronte a sé una persona intelligente, una mente aperta».
 
Sabato 27 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 29-01-2018 11:39

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