Influenza, il medico non viene a casa ma a prescriverti le medicine ci pensano i parenti

di Pietro Piovani
Sapete se esistono mele che oltre ai medici, levano anche i parenti di torno?
@a_denigris


Centinaia di migliaia di romani stesi dall'influenza, e appena 2.500 medici di base per visitarli. In periodi come questo un ammalato si sente solo. Quando stai male sogni di avere un luminare della medicina accanto al letto che si dedica al tuo caso 24 ore al giorno, ma la realtà è che non riesci neanche a convincere un medico della mutua a passare per cinque minuti, e persino un breve consulto telefonico è una meta da conquistare.

In compenso ci sono i parenti, gli amici, i colleghi di lavoro. Loro non ti abbandonano mai. Già alle prime linee di febbre ti chiedono, con il tono di un Savonarola: ««Ma l'hai sentito il medico?». Provi a spiegare che è domenica, che tu il dottore lo hai chiamato ma non ti ha risposto, che gli hai mandato un messaggio e prima o poi si farà vivo: tutte giustificazioni inutili di fronte al parente inquisitore. Poi, quando finalmente riesci ad entrare in contatto con l'uomo della Asl, parte la fase due: ogni parente, amico, collega di lavoro proverà a smontare le prescrizioni del sanitario professionista per spingerti a seguire la sua terapia.

«Non ti ha dato l'antibiotico? Ma lo devi assolutamente prendere, altrimenti non guarirai mai». «Ti ha dato il cortisone? Strano, piuttosto prova queste bustine, le vendono in farmacia, a me fanno passare tutto». E poi gli eterni rimedi della nonna, lo spicchio d'aglio crudo, il latte con il cognac, lo zenzero, il cardo benedetto. Pazienza se i medici di famiglia sono pochi, possiamo sempre contare sulle famiglie medico.

pietro.piovani@ilmessaggero.it
Gioved├Č 11 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 00:50

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