Borgata Petrelli, un villaggio d'Abruzzo a due passi dal centro

di Elena Panarella
Borgata Petrelli. Un fazzoletto di terra tra via della Magliana Nuova e via Riccardo Lombardi, dove tutti si conoscono e dove Pasolini gir� molte scene del suo �Uccellacci e Uccellini�, con il grande Tot�.

Più che una borgata è un piccolo paese, dove una faccia nuova la notano subito, in mezzo a questi tre comprensori e a poche palazzine a tre piani. Traffico assente, le uniche auto in giro sono quelle dei residenti e dei loro amici. Una sola linea di autobus, il 711. E una trattoria storica, un piccolo fiore all’occhiello del borgo: quella della signora Marinella dove le uova e le verdure sono ancora raccolte nell’orto accanto, dove il caffè è fatto con la moka (proprio come a casa). E una decina di tavoli che sono diventati un vero e proprio punto di riferimento per la zona. Poi c’è il bar, un parrucchiere e un solo parco.



DALLA MARSICA

Un borgo abruzzese in piena Roma, una storia quasi sconosciuta, ma affascinante. Tutto cominciò nel 1915, quando il terremoto della Marsica sconvolse la vita di Rendinara, piccolo paesino in provincia dell’Aquila. Non potendo tornare nel luogo natio, gli abitanti decisero di prolungare la transumanza in questo borgo rurale romano del ’700, che in quel periodo era disabitato per un’epidemia di malaria. Nacque così la borgata Petrelli, dove i fondatori decisero che anche le abitazioni dovevano ricordare quelle di Rendinara.



IN LOTTA PER LA CHIESA

«Abruzzesi, gente tosta», raccontano i più anziani. Lavoratori e orgogliosi di aver posato la prima pietra e soprattutto, di aver donato i loro risparmi per costruire la chiesa del quartiere (dedicata a Papa Giovanni XXIII, inizialmente abusiva e poi condonata) «e di aver preparato il parco per far giocare i bimbi e far passare il tempo agli anziani che, seduti sulle panchine, raccontano i tempi passati». Proprio su quello spazio verde e sulla chiesa c’è stata quest’anno una vera e propria rivolta degli abitanti contro un altro residente della zona, tanto da finire in tribunale. E sì, perché quest’ultimo, che abita accanto all’area verde, tempo fa aveva avviato una causa per usucapione dichiarando largo Petrelli “terreno abbandonato” e occupato da lui sin dal 1954. E aveva vietato l’accesso a tutta la cittadinanza. Eppure su quel terreno ci sono la chiesa, le panchine, una fontanella, l’area giochi e l’illuminazione pubblica. E così, paradossalmente, quello che da decenni era un parco pubblico, è diventato uno spazio privato nell’arco di tempo necessario per notificare un atto giudiziario.



IL PARCO VIOLATO

«Ora attendiamo che il Tribunale verifichi gli errori e cancelli questo scempio», si lascia scappare un anziano. «Siamo in un’area protetta, quella della Valle dei Casali - racconta Sergio - questo un po’ come in tutte le zone con spazi verdi ha portato nel tempo a una crescita di insediamenti abusivi. Anche se con una serie di interventi negli ultimi anni si sono spostati più verso la Magliana». E c’è chi ricorda: «Quando ero piccolo, proprio dove ora c’è il nostro parco, c’era la buca di una bomba. D’estate insieme ai miei fratelli ci andavamo a fare il bagno, era la nostra piscina. Sono nato e cresciuto qui, conosco ogni pezzo di questa borgata, e non la cambierei con nessun’altra zona».
Domenica 26 Gennaio 2014 - Ultimo aggiornamento: 18-04-2017 15:20

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