Roma, bengalese massacrato di botte da branco di ragazzi sul treno pendolari

È ricoverato all'ospedale di Anzio con fratture al volto e contusioni varie causate da un'aggressione avvenuta sul treno dei pendolari diretto a Nettuno. La vittima è un cittadino del Bangladesh di 33 anni e non si esclude che il barbaro pestaggio possa avere una matrice razzista. Tra le ipotesi anche quella di una rapina finita male.

È stato un passeggero a dare l'allarme trovando il 33enne in un lago di sangue. Al vaglio degli investigatori le immagini registrate dalle telecamere delle stazioni lungo la linea percorsa dal convoglio che potrebbero aver ripreso uno o più aggressori scendere dal treno. L'aggressione è avvenuta all'altezza di Lavinio. A chiamare le forze dell'ordine è stato il capotreno, avvisato dal passeggero. Il bengalese sarà ascoltato dagli investigatori probabilmente domani. Al momento sembrerebbe che non ci siano testimoni del pestaggio. L'uomo domani potrebbe essere trasferito in un ospedale romano per essere sottoposto a un intervento chirurgico.

Solidarietà
«Apprendiamo con preoccupazione la notizia dell'aggressione subita da un ragazzo di nazionalità bengalese sulla linea ferroviaria Roma-Nettuno. Ci auguriamo che possa essere fatta piena luce sul grave episodio. Al ragazzo va tutta la solidarietà della Regione Lazio e l'augurio di una pronta guarigione». Così in una nota Massimiliano Smeriglio, vicepresidente della Regione Lazio.


 
Domenica 19 Marzo 2017 - Ultimo aggiornamento: 20:24

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5 di 11 commenti presenti
2017-03-19 23:38:44
Mi auguro che i giovani escano presto dal tunnel della violenza,se non sono violenti sono comunque offensivi,provocatori,non so bene cosa succede ai giovani d'oggi,tutta questa aggressività non si può certamente riassumere solo per via della crisi economica,il mondo digitale ha tolto un pezzetto di anima alla gente
2017-03-19 22:07:37
Una grande vigliaccata, queste cose NON devono succedere.
2017-03-19 20:40:45
Le parole di circostanza del vicepresidente della Regione non servono a nulla: qui abbiamo il problema dell'invasione caotica di chiunque voglia entrare da noi, con un alto numero di delinquenti cacciati dai loro Paesi da una parte, esempi di xenofobia dall'altra. Il nostro esorbitante buonismo fa apparire il primo caso come una inevitabile ma tollerabile iattura, il secondo come una serie di atteggiamenti da condannare (giustamente) con tutte le forze. Non vi è affatto un equilibrio...
2017-03-19 20:36:12
Ancora non si sa se le persone che hanno picchiato il bengalese abbiano agito per difesa personale o no e quindi non e' nemmeno giusto descriverli come "bulli".
2017-03-19 20:17:18
L'articolo è stato pubblicato da un pò ma non vedo ancora la dozzina di commenti dei "soliti noti" che si scatenano per ogni fatto di cronaca che vede protonisti stranieri. Come mai ora non dite nulla? Perchè non condannate gli autori come fate puntualmente? O forse il silenzio è il vostro assenso per chi comincia a "fare pulizia"? Magari quel signore poteva essere il badante di un nostro parente anziano...
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