Elezioni: Pizzarotti e Pascucci insieme, Movimento dei sindaci può cambiare il paese

Il Movimento dei sindaci
di Stefania Piras
Cosa hanno in comune il sindaco civico «ma di sinistra» di Cerveteri Alessio Pascucci, quello di Parma l'ex M5S Federico Pizzarotti, il governatore dem Nicola Zingaretti, Stefano Fassina di Sinistra Italiana, Renato Accorinti, sindaco di Messina, Marco Furfaro di Campo progressista e l'ex pm Antonio Ingroia? Ancora nulla, ma erano tutti invitati e presenti a Roma all'Opificio Romaeuropa di via Magazzini generali per l'evento voluto dal sindaco Pascucci "Italia in comune", primo step di un partito dei sindaci che vuole diventare forza di governo e, perché no, dare un contributo alle prossime elezioni politiche. Alessio Pascucci prima di tenere a battesimo la sua Italia in Comune che a breve eleggerà un direttivo, ha aperto i lavori dell'assemblea della sinistra, quella che ha incoronato Pietro Grasso, leader di Liberi e Uguali, la lista unitaria della sinistra che mette insieme Mdp, Si e Possibile. D'altronde Pascucci che governa nella sua Cerveteri con il Pd all'opposizione, lo dice apertamente: «Non saremo indifferenti alle elezioni del 2018. Oggi ho invitato tutti, ascolto tutti ma su certe cose ho le idee chiarissime: chi nasce qui da genitori stranieri per me deve essere italiano e non sono d'accordo con chi dice che bisogna sparare ai barconi di migranti».

Per ora c'è una Carta dei valori che si basa «sui diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione», dice Pascucci, «pochi punti su cui è necessario trovarsi come dice Federico» dice qualche primo cittadino che vuole mantenere il profilo civico. Federico è Pizzarotti che con questo Movimento vuole definitivamente staccarsi l'etichetta dell'ex grillino. E con lui tutti i parlamentari espulsi e confluiti in Alternativa Libera come Massimo Artini, Tancredi Turco, Eleonora Bechis e Marco Baldassarre, presenti anche loro per capire dove andare alle prossime elezioni. Tra i presenti altri "orfani" del M5S: Marika Cassimatis e Rosa Capuozzo, la sindaca di Quarto ripudiata dal M5S che all'opificio siede in prima fila con un taccuino fitto di appunti. Dovranno fare una scelta di campo ed è ancora una volta Pizzarotti a dettare la linea tracciando la prospettiva di presentare alle elezioni una lista dei sindaci «che va costruita da oggi in poi». «Non ci poniamo limiti, pensiamo a candidature per le regionali, per i comuni, per le politiche. Certo, pensiamo anche alle coalizioni», sottolinea. E del cammino che sta intraprendendo il M5S? Pizzarotti, come al solito, parla senza peli sulla lingua: «Bruttissimo segnale quello dei sindaci e dei consiglieri comunali come Alvise Maniero e Mattia Calise che hanno rinunciato a stare nel territorio, in trincea, per andare in Parlamento. É carrierismo, mentre sui territori stanno scomparendo i gruppi e i meetup». 
«Mai come ora l'Italia ha bisogno di un movimento di sindaci e cittadini e per questo motivo l'Italia in Comune avvia oggi un percorso non breve che mira a costruire qualcosa a livello nazionale non necessariamente in vista delle prossime politiche dove è chiaro che si può pensare ad un sostegno a qualche lista civica vicina alle nostre idee», ha detto nel suo intervento Pizzarotti. 

Com'è nato questo movimento di sindaci? Nasce dalla rete del 2014 e anche da un incontro di quattro mesi fa, racconta Pascucci, in cui si è trovato con tredici colleghi di provenienza politica diversa e ha chiesto loro chi avrebbero votato alle prossime elezioni. C'è stato un silenzio generale e la risposta più precisa era stata: 
«Il meno peggio». Da lì il sindaco di Cerveteri ha deciso di programmare la convention a cui hanno aderito oltre 400 amministratori locali eletti in liste civiche di tutta Italia.
L’Italia in Comune, ha detto Pascucci, «nasce per rappresentare i cittadini che hanno ancora voglia di indignarsi di fronte ad un Parlamento che vota leggi elettorali non per garantire la stabilità del Paese ma per favorire la maggioranza che le ha votate». Sul palco Pascucci fa l'elogio delle preferenze, non previste dalla legge elettorale con cui si voterà alle prossime politiche. Ma Pascucci boccia su tutta la linea anche l'idea inaugurata dal M5S di «mandare in Parlamento le persone di strada - perché spiega - chi governa il Paese dovrebbe per prima cosa imparare come si amministra, perchè la politica per noi deve essere una professione da imparare». 

 
Domenica 3 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 04-12-2017 15:52

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