Cantone difende la Consip: braccio di ferro sulle mozioni

di Marco Conti
Gli interessati al “polverone” mediatico su Consip sono tanti e anche se ieri il ministro dell’Economia Padoan ha provato a tenere distinte le vicende processuali e politiche dall’azione di Consip, il rischio del corto circuito è reale. A tutto danno della società pubblica che negli anni ha sottratto alla corruzione chissà quanti appalti pubblici. Luigi Marroni, amministratore delegato della società, non molla malgrado abbia il vuoto intorno a sè dopo le dimissioni degli altri due membri del cda. Questione di soldi, sostiene qualcuno, visto che l’incarico sarebbe dovuto durare sino al prossimo anno. 

Per il Pd la vicenda è da considerarsi chiusa perché comunque l’assemblea della Consip nominerà presto un altro ad e Marroni sarà definitivamente messo alla porta. Vicenda chiusa e quindi per Luigi Zanda, capogruppo del Pd a palazzo Madama, domani il presidente Grasso non dovrebbe mettere in votazioni le mozioni che chiedono l’azzeramento dei vertici di Consip e tantomeno quelle che tirano in ballo Luca Lotti sul quale si è già votato quattro mesi fa una mozione di sfiducia individuale. Per le opposizioni invece si deve discutere e votare perché Marroni è ancora al suo posto e fa anche sapere che continua nella sua attività come dimostra l’appun che ha per venerdì con Raffaele Cantone, presidente dell’Anac.

«Con Marroni avevamo già un impegno precedente visto che ci occupiamo sempre delle gare della Consip. Ci vedremo in settimana ma non credo che parleremo delle dimissioni perché sono un tema non di nostro interesse ma una scelta personale». Spiega lo stesso Cantone confermando l'appuntamento preso con l'amministratore delegato di Consip ma che potrebbe cancellare proprio alla luce di quanto accaduto sabato.

Cantone però non si è limitato a derubricare l’appuntamento ha anche detto che nella vicenda Consip «ad oggi non è emersa una vera e propria ipotesi di corruzioni su una gara, perché le indagini riguardano una vicenda in cui si è provato a corrompere per fare una gara, ma se anche dovessero emergere fatti di corruzione in merito a singole gare, questo secondo me non fa venir meno la funzione e l'importanza di Consip». Un invito a non buttare l'acqua sporca e il bambino perché “la Consip ha cambiato la logica degli appalti, ha consentito alle amministrazioni risparmi in termini economici e gestionali. Vi rendete conto che cosa significa per una struttura enorme dover organizzare un appalto in materia di facility managment? Oggi le amministrazioni hanno la possibilità di utilizzare un appalto fatto dalle centrali di committenza, con risultati di velocizzazione eccezionali”. Chissà che non sia questo l’obiettivo nascosto dietro al polverone.
Lunedì 19 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 20-06-2017 12:54

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1 di 1 commenti presenti
2017-06-20 11:34:22
appunto chissĂ  quanti ?? quanti ?? una vergogna dei nostri politici. A livello di corruzione siamo a metĂ  classifica con i paesi del centro africa.
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