Brexit, cosa voterebbe oggi Theresa May? La premier tace, ma poi: «Le circostanze cambiano»

Se la Brexit si votasse oggi, cosa farebbe Theresa May? La premier britannica è da mesi come garante della volontà popolare espressa dal referendum sulla Brexit del 2016. Solo che ieri sera, invitata a dire cosa voterebbe se una consultazione sull'Ue si svolgesse oggi, la conservatrice May non ha risposto. Un silenzio che nel Regno Unito sta facendo piuttosto rumore. Intervistata dalla radio Lbc, May - sostenitrice svogliata del voto pro Remain nel giugno 2016, ma paladina da premier del motto «Brexit significa Brexit» - ha eluso a più riprese l'interrogativo: «Non rispondo a domande ipotetiche».

«Ho votato Remain per ragioni che allora ritenevo buone, ma le circostanze cambiano», si é limitata ad aggiungere sibillina. Un modo per evitare d'approfondire le divisioni nel suo partito e nel suo governo, secondo alcuni. Un elemento d'ambiguità, secondo altri. Non solo. May ha anche evitato di confermare le garanzie già promesse sul mantenimento post Brexit dei diritti dei cittadini Ue residenti nel Regno, nel caso di un divorzio da Bruxelles «senza accordo». Oggi, nel corso del Question Time alla Camera dei Comuni, il primo ministro ha detto che, comunque, nel caso in cui non si raggiungesse l'intesa con Bruxelles, il governo dovrà trattare direttamente coi singoli Paesi Ue sui diritti dei cittadini comunitari e degli
expat britannici.
Mercoled├Č 11 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 20:10

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