Argentina, chilometri di costa ricoperti di scarabei: il mistero ancora da svelare

di Federica Macagnone
L'invasione di scarabei che sta colpendo le spiagge argentine di Mar de Ajo, a 50 chilometri da Buenos Aires, sta assumendo dimensioni bibliche, tanto da far dire a una parte della popolazione che questo è un segno che anticipa la fine del mondo. Scene da film dell'orrore, che lasciano residenti e turisti senza fiato: chilometri di costa ricoperti da un tappeto nero di insetti in movimento, senza che nessuno abbia ancora individuato con certezza l'origine del fenomeno. Sui social media, oltre a coloro che parlano di "sinistro avvertimento di imminente castigo divino" e sostengono che "la fine dei tempi è vicina... e gli scarabei possono sentirla", c'è chi tenta di trovare una spiegazione scientifica. Come fa un commentatore, che si identifica come "khnagar", secondo il quale si tratterebbe di esemplari della specie Heteronychus Arator, noti per i loro esodi di massa in estate/autunno durante i quali si accoppiano: trasportati dai venti verso il mare, sarebbero poi tornati sulla spiaggia moribondi o già morti. 

Gli scienziati dicono che quegli scarabei vivono per circa due anni sotto terra, fino a quando non escono per accoppiarsi: in questa fase vivono solo per altri quattro giorni. Le uova vengono covate normalmente a gennaio, ma nell'ultimo biennio il periodo si è spostato leggermente in avanti. L'invasione di questi giorni potrebbe essere anche il frutto di una covata eccezionale? È una delle tante ipotesi alle quali gli esperti stanno cercando di dare una risposta.

Nel frattempo c'è chi sta tentando di trarre vantaggio dalla situazione, vendendo gli scarabei online: alcuni hanno postato annunci fissando il prezzo a 60 euro al chilo, sostenendo che le secrezioni di questi insetti possono rafforzare le difese dell'organismo contro il cancro, l'Aids, l'asma, il diabete e altre malattie.
Giovedì 3 Marzo 2016 - Ultimo aggiornamento: 04-03-2016 19:18

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