Cantone: «Anac, anno della svolta, più poteri su appalti, banche e Pa»

di Silvia Barocci
La lieve flessione nelle irregolarità degli appalti registrata dalla Gdf? Un segnale «incoraggiante» ma che non basta perché «l’Italia ha bisogno di rimettere in campo un meccanismo di ripresa del settore». Per questo - dice Raffaele Cantone al Messaggero - il 2016 sarà «l’anno della riforma del codice degli appalti». Ma sarà anche l’anno della «svolta» per l’Autorità nazionale anticorruzione: il varo definitivo del testo ora al Senato darà ulteriori poteri all’Anac, che si andranno a sommare a quelli sugli arbitrati bancari e sull’accesso agli atti della Pa previsto dal decreto Madia sulla trasparenza.

Stando ai dati della Gdf, circa il 30% degli appalti controllati nel 2015 è irregolare, contro il 38% dello scorso anno. Che bilancio è per l’Anac?
«E' un dato moderatamente interessante, che sicuramente evidenzia un trend positivo che avevamo già riscontrato nel maggiore rispetto delle regole da parte delle stazioni appaltanti. Il fatto che siano aumentati i controlli della Gdf e che sia stata registrata una minima ripresa nel settore, sia pure limitatamente al Nord, è incoraggiante. Ma stiamo comunque parlando di numeri di irregolarità che restano significativi e da non sottovalutare, perché l'Italia ha bisogno di rimettere in campo un meccanismo di ripresa negli appalti. La necessità di riportarli nelle regole serve anche a rilanciare l'economia; aumenta i partecipi alle gare, e quindi, migliora la concorrenza, e consente di portare a termine i lavori, non lasciando cattedrali nel deserto».

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- Ultimo aggiornamento: 07-01-2016 08:21

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