«Dimmi chi sei e ti farò vestire», quando per l'eleganza basta un click

di Camilla Mozzetti
È capitato a tutte almeno una volta: aprire l'armadio e non sapere cosa indossare. Di più, entrare in un negozio, acquistare con entusiasmo un vestito o un paio di scarpe, per accorgersi soltanto dopo, una volta rientrate a casa che proprio quella spesa è stata avventata: l'abito non sta poi così bene e i decolleté stringono ai talloni. Le più forti abbozzano un sospiro, molte altre invece cadono nello sconforto. Soprattutto se la spesa per quest'infelice impresa è stata tutt'altro che morigerata.
E allora, oggi, per contenere i possibili danni che un acquisto sbagliato può comportare, arriva nella Capitale una start-up dedicata alle personal-shopper. Quelle figure che, con una formazione alle spalle, giocano la parte di un moderno Virgilio chiamato a far luce su un bosco oscuro fatto di capi in lino, cashmere, pelle e paillettes. A Roma, fino ad oggi, dopo un corso di formazione e perfezionamento, sono in 10 e grazie a una partnership con la Confcommercio e la Federmoda le personal-shopper hanno ideato diversi profili per supportare le amanti della moda. Non solo quindi consigli, su cosa indossare e come farlo. Ma suggerimenti tarati sulle diverse conformazioni fisiche, che spaziano anche dai consigli sui gioielli o i bijoux da acquistare e arrivano all'analisi sul make-up perfetto. «Il nostro obiettivo spiega Antonella Cosenza ideatrice della star-up personalshop.me è quello di regalare ai turisti ma anche ai romani un'esperienza emozionale». Tant'è che non solo è possibile richiedere un consulto personale, volendo anche a domicilio, ma si possono organizzare e vivere dei tour in giro per la città Eterna, targati in base alle scelte e alle necessità dei clienti. Uomini compresi.

«La rassicurazione per i clienti, siano turisti occasionali o residenti prosegue Antonella risiede nella preparazione che le nostre personal-shopper hanno maturato e nella variegata fascia d'età che rappresentano». Ci sono infatti esperte giovani, con meno di trent'anni ma anche personal-shopper con un'età matura che sanno, quindi, rapportarsi meglio con un determinato pubblico. Il vantaggio, alla fine è duplice, perché la start-up dà anche la possibilità di diversificare il turismo nella Capitale. «Questa realtà permette aggiunge il presidente della Federmoda, Massimiliano De Toma di far scoprire con occhi diversi anche alcuni soggetti imprenditoriali e artigianali che sfuggono dalla grande distribuzione ma rappresentano delle eccellenze romane per il Made in Italy ancora poco conosciute, dando, infine, uno slancio diverso al turismo stesso». I tour, finora vivibili si concentrano nel cuore pulsante dello shopping romano (vale a dire il Tridente) e in un Rione, come quello di Monti, particolarmente stimolante per la moda e il design. Ma in futuro, promette la start-up e la Confcommercio Roma, saranno estesi anche in altri quartieri: dalla Garbatella al Pigneto. Dove promettono le esperte di moda «c'è davvero molto da scoprire».
 
Lunedì 5 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 08:35
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