Omicidio Palleschi: impugnata
la sentenza della corte d'appello

di Vincenzo Caramadre
Era stato espresso rispetto per quella sentenza, ma allo stesso tempo deciso disappunto, soprattutto per la riduzione della pena (dall’ergastolo a 20 anni) per il riconoscimento, all’imputato, della semi infermità di mente, per cui ora arriva il ricorso in Cassazione.
Per scrivere la parola fine, in un’aula di giustizia, sull’efferato omicidio di Gilberta Palleschi occorreranno ancora alcuni mesi. L’avvocato Massimiliano Contucci, parte civile in rappresentanza dei familiari della vittima, ha impugnato, con specifico ricorso, la sentenza a 20 anni di reclusione, pronunciata dalla corte d’appello di Roma lo scorso 23 febbraio, nei confronti di Antonio Palleschi, assistito dall’avvocato Antonio De Cristofano, reo confesso dell’omicidio della professoressa 57enne di Sora uccisa il primo novembre 2014 a Campoli Appennino dopo un’aggressione a sfondo sessuale.
La famiglia Palleschi che ha sempre chiesto “giustizia esemplare per Gilberta” non ha accettato la cancellazione dell’ergastolo - arrivato con sentenza del Gup di Cassino nel 2015 - per semi infermità di mente, dovuta, come noto ha una lesione cerebrale nell’area che controllo gli impulsi sessuali a seguito di un incidente di auto avvenuto nel 1996.
Mercoled├Č 17 Maggio 2017 - Ultimo aggiornamento: 15:07

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