Cassino, quasi settemila fascicoli per sei Pm:
emergenza in Procura

di Vincenzo Caramadre
La mole di lavoro è da grande ufficio giudiziario, ma si vive in perenne carenza di magistrati. In Procura a Cassino la ripresa delle attività giudiziarie, con l'avvio del nuovo anno, si è aperto con le stesse problematiche e con il numero di fascicoli iscritti a ruolo che lievita e raggiunge un più 85 per cento.
Ma vediamo i dettagli. Il 2017 si è chiuso da qualche settimana e, in questi giorni, sono stati resi noti i dati sul numero di fascicoli iscritti a ruolo, nell’anno solare appena concluso, rapportati al numero di sostituti procuratori che svolgono la loro attività nella giurisdizione di Cassino, che, dal 2012, con la riforma delle geografia giudiziaria, comprende anche il sud pontino. Ebbene nel 2017 i soli fascicoli iscritti con il cosiddetto modello 21, vale a dire nei confronti di soggetti identificati, sono stati 6800. Un numero esorbitante se si considera che i pubblici ministeri nel 2017 sono stati 6, più il procuratore, ma dovrebbero essere otto più il procuratore, per cui ogni Pm ha attirato al suo ufficio ben 1121 fascicoli, senza contare le indagini contro ignoti che, sono altre migliaia. Un dato che spicca, soprattutto se si considerano e si confrontano i dati con gli uffici giudiziari confinanti. A Frosinone sono stati iscritti a ruolo 4800 fascicoli con sette pubblici ministeri - per cui ogni sostituito ha dovuto trattare 685 casi - più il procuratore capo; a Latina invece, ci sono 11 pubblici ministeri, un procuratore capo e un procuratore aggiunto, e i fascicoli iscritti sono stati 7950, per un totale di 722 per singolo Pm.
L’organico destinato alla Procura di Cassino, come detto, è di otto sostituti più il procuratore capo, ma non si lavora a regime di copertura dei posti assegnati, perché i Pm per tutto il 2017 sono stati 6 (Alfredo Mattei, Beatrice Siravo, Roberto Bulgarini Nomi, Marina Marra, Chiara D’Orefice e Arianna Armanini), divenuti solo da poco sette con l’arrivo del dottor Emanuele De Franco, diretti dal procuratore Luciano D’Emmanuele.
Ma, alla luce dei fascicoli e delle iscrizioni dei modelli 21, e della nuova geografia giudiziaria che abbraccia due regioni e tre province, anche otto sono stati giudicati insufficienti, ci vorrebbero almeno 10 pubblici ministeri. Cassino, tuttavia, al di là dei numeri, come sede di Procura di Cassino,  forse per la mole di lavoro, non sembra essere un ufficio ambito tant’è che dal 2012, anno della nuova geografia giudiziaria, tutti i trasferimenti cosiddetti ordinari sono andati deserti. Un ufficio cerniera - come fu definito nel 2012 - contro la criminalità organizzata, dove il lavoro, numeri alla mano dalla riforma ad oggi è cresciuto dell’85 per cento.
Ma la carenze d’organico, o meglio un potenziamento occorrerebbe, a quanto pare anche all’ufficio Gip (Giudice indagini preliminari): attualmente infatti, i giudici che svolgono tali funzioni sono due, ma per una piena efficienza, sempre alla luce dei numeri emersi, ne occorrerebbero tre, su questo aspetto, tuttavia, già da alcuni mesi è stata fatta istanza al Ministero.
“Assieme alla Procura - ha spiegato l’avvocato Giuseppe Di Mascio, presidente dell’ordine forense - ci siamo attivati per avere quantomeno la pianta organica a pieno regime, speriamo che ciò avvenga al più presto”.
Gioved├Č 11 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 15:52

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